Il Tirreno

il caso

Area ex Granital e Corte dei Conti: nel 2007 un verbale del Ministero

David Chiappuella
Area ex Granital e Corte dei Conti: nel 2007 un verbale del Ministero

Massa-Carrara, l’acquisto dell’area fu formalizzato dal Cermec nel 2013 ma già era stata individuata la presenza di forti inquinanti

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MASSA. Il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti, come il Tirreno ha scritto nei giorni scorsi, ha presentato un esposto a Corte dei conti, procura della Repubblica e Guardia di finanza per presunto danno erariale in merito ad un’operazione di qualche anno fa, che riguarda l’acquisto, da parte di Cermec, di un terreno adiacente all’impianto, costato quasi 2 milioni di euro e rimasto inutilizzato. Nonostante l’amministratore unico della società Alessio Ciacci abbia fatto sapere di non essere al corrente di alcuna indagine riguardante Cermec, Benedetti sostiene che, a seguito della sua segnalazione, la Guardia di finanza, “su mandato della procura”, avrebbe disposto accertamenti sulla vicenda. Il presidente del consiglio comunale si riferisce all’acquisto di parte dell’area Imerys (ex Granital), adiacente al Cermec, effettuato il 28 gennaio 2013 per una spesa di 1,6 milioni di euro, nella quale avrebbero dovuto essere trasferite le lavorazioni di carta e cartone, plastica/multimateriale e verde dell’impianto, operazioni che attualmente continuano ad essere praticate su un piazzale di circa 13.500 metri quadrati appartenente alla Fin.Lor, finanziaria della famiglia massese Lorieri, a cui il Cermec paga un affitto di 300mila euro annui. Lo scopo dell’acquisto per Cermec doveva essere quello di risparmiare, andando a disdire il contratto d’affitto con Fin.Lor e trasferendo le raccolte differenziate nella zona comprata dalla Imerys. Il problema, però, è che quell’area, inclusa nel Sir, è al momento ancora inutilizzabile, perché deve essere sottoposta a bonifica di suoli e falda. Nel sottosuolo, infatti, sono stati rinvenuti quasi 5mila metri cubi di rifiuti interrati, in parte già rimossi. Per quanto riguarda, invece, le acque di falda, il verbale della conferenza dei servizi decisoria sul Sin di Massa-Carrara, convocata al ministero dell’Ambiente il 30 ottobre 2007, individuava nel sito Granital/Imerys elevati superamenti per i parametri di ferro, manganese, benzene, benzoapirene, dicloroetilene, dicloroetano, dicloropropano, tricloroetano, tricloropropano, policlorobifenili e ammoniaca, presenti in concentrazioni superiori anche di oltre 1000 volte i limiti fissati dalla legge. Tale documento, inoltre, chiedeva all’Arpat di ricercare i parametri di cloruro di vinile ed esoclorobutadiene in almeno un campione di queste acque. «La cosa più assurda -fa notare Benedetti- è che, dopo aver speso quasi 2 milioni di soldi pubblici per l’acquisto di un terreno ad oggi inutilizzabile perché ancora inquinato, il Cermec continui a pagare l’affitto annuale alla Fin.Lor, vanificando, almeno nell’immediato, l’oneroso investimento». A sottoscrivere la lettera di impegno per l’acquisto della porzione dell’area Imerys, dopo 4 anni di contenzioso civile tra Cermec e proprietà, erano stati l’11 giugno 2010 Angelo Zubbani e Roberto Pucci, all’epoca sindaci di Carrara e di Massa, i due comuni azionisti di maggioranza del Cermec (Carrara con il 48%, Massa con il 47%). Il costo degli interventi ancora necessari per la rimozione dei rifiuti interrati era stimato in 700mila euro, che si aggiungono ai circa 430mila già spesi dalla Imerys per le operazioni di bonifica. Il trasferimento delle sue attività nella nuova area, poi, costerà al Cermec altri 460mila euro. Il risanamento ambientale dell’acquifero ex Granital/Imerys, invece, dovrebbe essere regolato dall’Accordo di programma per la bonifica unitaria della falda Sin/Sir, che, sottoscritto il 7 maggio 2018 da ministero dell’Ambiente, Regione, comuni di Carrara e Massa, prevede lo stanziamento di 25,5 milioni di euro. —

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