Il Tirreno

scoperti dalla guardia di finanza 

Prostituzione ed evasione fingendosi un circolo privato

Prostituzione ed evasione fingendosi un circolo privato

Godevano di benefici come ente non commerciale, ora la sanzione da 50mila euro Nel triennio 2016-2019 avrebbero evaso cifre per complessivi 213mila euro

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licciana nardi. Hanno dichiarato per anni di essere un circolo privato, ma in realtà dentro c’erano donne che si prostituivano. Così la guardia di finanza, dopo attenti controllo, ha scoperto che un circolo privato godeva impropriamente di benefici commerciali, avendo stabilito che erano stati evasi circa 200mila euro nel triennio dal 2016 fino al 2019.

Prosegue l’azione a tutela delle entrate da parte dei reparti della guardia di finanza su tutto il territorio della provincia.

Il contrasto all’evasione infatti comporta la necessità di fronteggiare varie forme di violazione degli obblighi tributari, tra le quali rientrano anche i casi di indebito sfruttamento di regimi agevolati previsti per alcune categorie di soggetti.

Seguendo questi presupposti, i militari della tenenza di Aulla hanno sottoposto a controllo la gestione di un circolo ricreativo di Licciana Nardi, rivelatosi lo schermo di una vera e propria attività imprenditoriale.

Non era d’altronde la prima volta che il nome di quel circolo entrava sul taccuino degli investigatori. Era già emerso nel corso di indagini di polizia giudiziaria svolte dal nel 2018, che dietro la facciata si celava un giro di sfruttamento della prostituzione esercitato all’interno del locale e l’attività generava profitti che venivano sistematicamente sottratti al fisco, in virtù della dichiarata attività di “circolo”.

Gli accertamenti svolti dai verificatori, con indagini finanziarie ed esaminando i pagamenti effettuati dai clienti con carte di credito e bancomat, hanno riguardato gli anni di imposta 2016, 2017 e 2018, permettendo di ricostruire un ammontare complessivo di ricavi non dichiarati pari a 213mila euro. Per il falso circolo si è così giunti al disconoscimento della qualifica di ente non commerciale, con la perdita dei benefici previsti e alla segnalazione del gestore, un cittadino di 61 anni di Villafranca in Lunigiana, all’agenzia delle entrate, in vista dei conseguenti recuperi fiscali. E i finanzieri hanno stabilito anche una sanzione di 50mila euro. L’attività svolta testimonia il costante presidio di legalità esercitato dalla guardia di finanza a tutela dell’erario e della libera e leale concorrenza tra soggetti economici. —

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