Sicurezza
La Oma è ufficialmente fallita «Bhge si affretti con l’appalto»
massa. La Oma è ufficialmente fallita. Così ha decretato ieri il tribunale di Pescara, siamo dunque all’ultimo atto per l'azienda dell'ex presidente di Confindustria Mauro Angelucci. Ora c’è da capire quale sarà il futuro dei 120 operai dipendenti dell’azienda che lavora nell’indotto del Nuovo Pignone impiegati tra gli stabilimenti di Massa e Avenza. Le nubi che si addensano all’orizzonte sono nere.
Ieri, dopo la decisione del tribunale pescarese, l’azienda ha infatti sede legale in Abruzzo, l’incontro del curatore fallimentare, il commercialista di Chieti Roberto Costantini con i rappresentanti sindacali nello stabilimento di Castiglione a Casauria. La fabbrica nonostante i forti debiti ha ancora molte commesse, una in corso nel nostro territorio, dunque il lavoro non manca. E chiaramente la guardia è tenuta molto alta dai sindacati che a questo punto non possono che rivolgere la loro attenzione su Bhge, proprietaria del Nuovo Pignone.
Da lì passa il futuro, perché quei lavoratori in assenza delle committenze del Pignone non avrebbero motivo di essere impiegati. E da questo punto di vista può parzialmente rassicurare il fatto che di quelle competenze e professionalità il colosso statunitense non può fare a meno. Il lavoro c’è, insomma, resteranno anche i lavoratori? «Adesso chiediamo a Bhge - spiega Michele Folloni della Film Cisl - di darci delle risposte in tempi brevi riguardo all’assegnazione del nuovo appalto. Chiediamo di sapere al più presto possibile chi sarà l’interlocutore e chiaramente la nostra richiesta è che sia garantita l’assunzione di tutti i lavoratori attualmente impiegati da Oma». Negli stabilimenti abruzzesi si parlava già ieri sera di un possibile blocco del lavoro per oggi e a breve sono previsti incontri sindacali. Ieri i sindacati hanno anche incontrato la Commissione lavoro di Massa che ha assicurato la sua presenza a fianco degli operai. —
Libero Red Dolce
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