Il Tirreno

la lettera al presidente 

I 17 di Ape Carica a Mattarella «Presidente, ci dia una mano»

Camilla Palagi
I 17 di Ape Carica a Mattarella «Presidente, ci dia una mano»

La cooperativa si rivolge al capo dello Stato: «Qui lavorano persone con difficoltà» Propongono di occuparsi di ingombranti, ma il bando di Asmiu è già stato vinto 

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È giunta sulla scrivania della presidenza della Repubblica la storia dei 17 operai, oggi rimasti solo in 4, della cooperativa Ape Carica. Il progetto “Niente di nuovo” per la raccolta di oggetti usati, gestito dalla coop, fatica a portare avanti le sue due missioni: dare un'altra vita a mobili di seconda mano, e un'occasione di riscatto a persone tossicodipendenti o in condizioni di disagio psichiatrico.

I problemi sono iniziati ormai qualche anno fa e oggi sembrano essere peggiorati. «Quando è venuto a mancare il sostegno dell'amministrazione (Volpi, ndc) – spiega Cinzia Sbrana, presidente della Cooperativa - le cose si sono fatte troppo difficili. Il fondo che ci era stato dato in concessione alle Jare ci permetteva di non pagare l'affitto e anche se senza illuminazione riuscivamo a cavarcela. Purtroppo una serie di complicazioni, fra le quali un errore formale con l'Inps che ci ha bloccato per un anno e mezzo, hanno reso ingestibile la situazione. Stiamo cercando di risolvere i conti che abbiamo in sospeso con alcuni dei nostri dipendenti, persone con varie problematiche che svolgevano attività importanti per la comunità. Per la natura del progetto, che non è commerciale, non possiamo chiedere un prezzo a chi viene da noi a prendere oggetti o materiali vari. Ma stiamo lavorando duramente per tenere aperto – prosegue Sbrana -, non ho ancora incontrato il sindaco Francesco Persiani ma il mio auspicio è ovviamente quello di trovare un modo, nonostante la burocrazia a nostro sfavore, di tenere aperta questa attività».

Dall'apertura della cooperativa, quando a lavorarci c'erano circa 17 persone, le cose sono cambiate. Solo quattro sono le persone rimaste. Una di queste ha scritto alla presidenza della Repubblica: «Mattarelli ci aiuti».

Un'idea, lanciata dalla stessa donna, sarebbe stata quella di occuparsi della raccolta di rifiuti ingombranti per il comune di Massa. Ma il bando per la il recupero dei rifiuti è stato già aperto, e vinto. «Se lo è aggiudicato la cooperativa Archimede – spiega l'amministratore unico di Asmiu, Lorenzo Porzano - per un importo di circa 103 mila euro l'anno. Come azienda abbiamo bisogno di strumenti e risorse per rendere efficace ed efficiente il servizio di igiene urbana. Purtroppo nonostante la proposta di Ape Carica non era fattibile darle in gestione il servizio, anche a causa della situazione difficile della cooperativa legata ai Durc dei dipendenti». Per il momento il mercatino del riuso è in via Bordigona 13. Poi, in base anche alla risposta del presidente della repubblica, e del sindaco, si vedrà. —

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