Il Tirreno

Una reliquia di don Carlo Gnocchi donata all’ospedale di Fivizzano

Marco Landini
Una reliquia di don Carlo Gnocchi donata all’ospedale di Fivizzano

La consegna a dieci anni dalla beatificazione del cappellano degli alpini La Fondazione che porta il suo nome ha sede al Sant’Antonio Abate 

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la cerimonia

È stato ricordato, a dieci anni dalla sua beatificazione, don Carlo Gnocchi, con una messa celebrata dal cappellano dell’ospedale Sant’Antonio Abate, don Francesco Del Freo. La cerimonia si è svolta nella sala da pranzo/soggiorno del reparto della struttura dedicata al beato e ha visto la partecipazione di alcuni pazienti, operatori, i volontari dell'Avo, e di una delegazione di alpini. Erano presenti il direttore sanitario dell'ospedale Luciano Pasquali e il vicesindaco di Fivizzano Giovanni Poleschi , che ha ringraziato a nome dell'amministrazione comunale la Fondazione Don Gnocchi per il suo impegno e le eccellenze e ha confermato lo sforzo del Comune per proseguire l'opera di valorizzazione della struttura. Nell’occasione, è stata consegnata a don Francesco Del Freo una reliquia "ex corpore" del beato don Gnocchi, che sarà conservata per il culto dei fedeli nella cappella dell’ospedale. Venerdi scorso in tutte le strutture della Fondazione Don Gnocchi, presenti in nove Regioni d'Italia, è stato ricordato il "papà dei mutilatini" e cappellano degli alpini, nato il 25 ottobre 1902 e morto il 28 febbraio 1956, e beatificato a Milano il 25 ottobre 2009. La Fondazione Don Gnocchi, grazie al suo fondatore, è presente con quattro strutture in Toscana, seconda regione, dopo la Lombardia, per volume di attività. In particolare, è presente con la nuova struttura di Firenze-Torregalli, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, dove viene svolta attività di riabilitazione ortopedica, neurologica, cardiologica e respiratoria, dove è presente un reparto di riabilitazione pediatrica e dove viene svolta un’intensa attività di ricerca scientifica anche finalizzata all’applicazione e allo sviluppo di dispositivi robotici. La Fondazione è poi presente a Colle val d’Elsa (Siena) per la riabilitazione neuromotoria, a Marina di Massa, con attività di riabilitazione neuromotoria e cardiorespiratoria e con un centro residenziale per le cure palliative. E a Fivizzano per attività di riabilitazione neuromotoria anche con l’utilizzo di dispositivi tecnologici robotizzati per la riabilitazione dell’arto superiore in pazienti con esiti da ictus. — Marco Landini

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