Il Tirreno

parla l’archistar mario botta 

«Il progetto Mediterraneo non realizzato? Una grande delusione, ma parlerà la storia»

Daniela Marzano

Il professionista svizzero in città per il libro di Andrea Martinelli dice: il committente non mi ricordo neanche chi fosse

2 MINUTI DI LETTURA







Il famoso architetto svizzero Mario Botta, classe’43, domenica scorsa è stato tra i relatori a Palazzo Cucchiari della presentazione del libro dell’artista pratese Andrea Martinelli “Il volto, l’ombra, la memoria”, un diario scritto tra il 1992 e il 2017, evento collaterale all’esposizione personale del pittore al primo piano della struttura.

«Sono intervenuto con piacere perché conosco Martinelli da molti anni– racconta Botta – e sono spesso in zona perché l’amico Giuliano Vangi ha il laboratorio a Pietrasanta. Insieme stiamo lavorando alla costruzione di una Basilica a Seul, in Corea, che sarà pronta il prossimo anno, molto contemporanea perché piena di invenzioni, con pannelli di vetro disegnati con nuove tecnologie, ma anche con arazzi. Ci hanno chiesto di portare un pezzo di Rinascimento in quel territorio asiatico, cercandoci sia per la costruzione, ma anche per gli arredi e l’iconografia. Noi portiamo a Seul un pezzo di memoria».

il mediterraneo

Definito uno dei più grandi architetti al mondo, Carrara si è lasciata sfuggire anni fa l’opportunità di poter realizzare il progetto di Mario Botta relativo all’ampliamento dell’Hotel Mediterraneo di Marina di Carrara, che avrebbe cambiato il volto della città interessando l’area dell’ex-cinema Vittoria, la Casa portuale e il vecchio Hotel, con destinazione turistico alberghiera. Allo stato attuale, dopo l’abbattimento della vecchia struttura, l’area risulta abbandonata e oggetto di degrado.

«Certo che sono deluso che il mio progetto non sia stato realizzato – dice Botta – ma l’architettura non si deve forzare. Io seguo tanti progetti e la mia esperienza mi dimostra che il vero “committente” non è il signor X o signor Y, adesso non mi ricordo neanche più chi fosse (il committente era l’armatore Enrico Bogazzi per la Porto spa) ma la storia. È la storia che attraverso i suoi personaggi costruisce ora una scuola, ora un albergo, una biblioteca oppure un museo».

il brand “marmo”

Riguardo all’attualità del brand “marmo”, Botta afferma: «Io non saprei dire se è il marmo è attuale o no nell’architettura. Io so che è un materiale di cui la contemporaneità ha bisogno, perché è un qualcosa che dura nel tempo, che non sparisce al primo vento, non si consuma come vorrebbe la società moderna, ha una sua forza naturale intrinseca che lo rende idoneo al “costruire” perché quando uno vuol costruire, vorrebbe farlo per l’eternità. Pensare all’edilizia come un prodotto di consumo mi dà personalmente molto fastidio».

Riguardo alla tendenza attuale di preferire l’utilizzo nell’edilizia delle piastrelle «Io non le escludo… ma le piastrelle le uso per i bagni, non per cose che devono esprimere un significato».

–



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web