Il Tirreno

l’intervento 

Ex convento di Soliera «Plateale disinteresse e bugie delle politica»

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soliera. “C’interessa ora stigmatizzare le risposte e del sindaco di Fivizzano e del presidente della Provincia di Massa Carrara”. Inizia così l’intervento di Nicla Ghironi del comitato Vivere Soliera dopo il servizio de Il Tirreno sull’abbandono dell’ex convento ed ex Istituto Agrario nella frazione di Fivizzano.

“Sul Comune in cui si trova purtroppo anche Soliera Apuana c’è da piangere, a fronte del plateale disinteresse mostrato nel tempo da tutte le giunte succedutesi verso le frazioni e quel poco o tanto di notevole che possedevano. Il motivo è semplice e trattasi di motivazioni storiche: il Comune di Fivizzano è stato sempre amministrato dalle “famiglie”, la cui concezione di democrazia è l’accentramento anziché la distribuzione”. E qui il riferimento è al trasferimento della scuola agraria nel 2012, dal grande complesso oggi abbandonato di Soliera a dei container a Fivizzano, con conseguente riduzione del numero degli studenti da 250 a una cinquantina.

Prosegue la nota di Vivere Soliera: “Inutile piangere sul latte versato, oggi siamo davanti alle tristissime bugie delle varie amministrazioni, quelle del neo sindaco, anch’esso appartenente a una “famiglia” che lamenta la mancanza di denaro e quelle disadorne del presidente della Provincia, il quale, nella sua pochezza intellettuale, scambia per sentimentalismo le memorie storiche, quella roba che sostanzia ogni individuo e gli interi popoli. Aggiungiamo anche che anni addietro una rappresentanza del Compatronato di Soliera Apuana si era fatta ricevere dall’attuale presidente provinciale, i portavoce dell’associazione volevano sapere quel che intendeva fare la Provincia proprietaria dell’enorme stabile, aggiungendo la richiesta delle chiavi per entrare nelle stanze di loro proprietà, il presidente disse che non conosceva bene le cose e che avrebbe chiamato un suo tecnico, cosa avvenuta per altro. La sola conoscenza che hanno portato a casa i Compatroni è stata quella che un presidente di Provincia non era al corrente dei problemi”.

Conclude l’intervento: “Sullo scempio avvenuto nel tempo in quel di Soliera Apuana i responsabili sono molti e si affiancano agli enti menzionati: la chiesa cattolica, i padri francescani e la Lunigiana tutta amministrata dai campanili, piuttosto che da un personale politico erudito e in grado d’intervenire al di fuori del suo comunello. Il nostro è lo sconforto e la desolazione dell’impotenza come cittadini comuni”. —

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