Attenzione
Classifica ambientale, Massa bocciata: male differenziata e depurazione acque
96° posto su 104 nella graduatoria del “Sole 24 ore”. Dati negativi anche su trasporto pubblico e uso efficiente del suolo
MASSA. Il Sole 24 Ore pubblica la classifica delle città italiane più green, in base a cinque macro aree: ambiente, aria, acqua, rifiuti e mobilità, e Massa si piazza al 96esimo posto (su 104 capoluoghi). Non siamo green, dunque: lo dicono Legambiente e Ambiente Italia, che hanno monitorato nei capoluoghi di provincia, per un anno, 18 parametri, scoprendo che Trento vince quasi tutte le sfide dell’ecologia, anche le più innovative, per il verde, il solare termico, le isole pedonali, la raccolta differenziata, mentre Massa non si è mossa di un centimetro rispetto agli anni precedenti.
Insomma: nell’era dell’allarme internazionale sul cambiamento climatico, Massa non fa la sua parte. Nel dettaglio, la posizione numero 96 è frutto di una serie di “passi falsi” in quasi tutti i settori dedicati all’ambiente: nella classifica sul “verde urbano”, ad esempio, Massa sta al 91 esimo posto; nell’ “uso efficiente del suolo” al 98 esimo posto; si salva un po’ sulla “presenza di alberi” (17 esimo posto), ma si riabbassa quando si parla di “isole pedonali” (70 esimo posto).
I dati più allarmanti si hanno analizzando il parametro della “raccolta differenziata” e quello della “produzione dei rifiuti”: nel primo caso, quando si tratta di differenziare e riciclare, siamo all’89 esimo posto, con solo il 30,7% di raccolta differenziata; nel secondo caso, quando si tratta di produrre rifiuto siamo al primo posto, con 807,6 kg di rifiuti urbani pro capite.
Insomma, Massa si impegna parecchio nel produrre rifiuti e nel gettarli, ma non in maniera eco- sostenibile. Se le così dette “best practice” dell’ecosostenibilità devono necessariamente passare, ai giorni nostri, per la mobilità urbana, Massa pare non averlo capito e precipita, infatti, al 95esimo posto nella classifica sull’ “offerta del trasporto pubblico” con soli 8,9 chilometri percorsi annualmente dalle vetture pubbliche (divisi per abitanti); bassi in classifica, 93 esimo posto, anche per il numero di abitanti-passeggeri del trasporto pubblico (12,3).
I cittadini di Massa, dunque, non utilizzano i mezzi pubblici, ma di certo non vanno in giro a piedi: siamo al 37esimo posto per “tasso di motorizzazione”, il che significa, secondo i dati, che ogni 100 abitanti ci sono 62 auto in circolazione.
Si arriva, infine, al dato che riguarda la qualità dell’aria e che, a sorpresa, dovrebbe far tirare un bel sospiro di sollievo alla popolazione apuana: il capoluogo, infatti, secondo i dati Legambiente, è al primo posto (quindi il più green di tutti) quanto a concentrazione di PM 10 (l’origine del PM10 è da cercarsi principalmente nelle emissioni polverose delle attività industriali, traffico veicolare, attività di costruzione, smaltimento di rifiuti).
Su 104 capoluoghi, la città di Massa risulta, quindi, quella con il più basso concentramento di polveri sottili, con solo 14 microgrammi per metro cubo e il capoluogo rimane alto in classifica (quinto posto) anche per concentrazione di biossido di azoto. Ma “il dato è fallato”. Perché, come spieghiamo nell’articolo di fianco, c’è una sola centralina attiva che rileva la qualità dell’aria.
Nella macro area che riguarda l’acqua, il Sole 24 ore distingue poi tre diversi parametri: per “capacità di depurazione” Massa si piazza al 67esimo posto con l’89%; per “consumi idrici domestici” al 49esimo posto, con 146,8 litri per abitante, ma la classifica cala quando si parla di “dispersione della rete idrica” e Massa scivola al 91 esimo posto (sempre su 104), con il 55,6% di dispersione. Significa che, più della metà dell’acqua che dovrebbe essere depurata e messa a disposizione della cittadinanza, si perde letteralmente, facendo della nostra rete idrica un mezzo “colabrodo”. —
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