Gioco
«Toti sul porto di Marina faccia vedere gli studi...»
massa. Stefano Benedetti, presidente del consiglio comunale in quota Forza Italia replcia al presidente della regione Liguria Giovanni Toti, ex azzurro, sulla questione porto. «Le esternazioni pubbliche di Giovanni Toti sul porto di Marina di Carrara, non mi meravigliano più di tanto per tre semplici motivi. Il primo perché ricopre il ruolo di Governatore della Liguria, Regione storicamente portuale, con la differenza che là le strutture sono principalmente naturali, al contrario del Porto di Marina di Carrara che è artificiale. Il secondo, perché siamo in campagna elettorale ed una politica di rilancio sulla costa di una filiera portuale, in questo ambito gli porterà più consensi. Il terzo motivo è politico, poiché Toti, cittadino di Massa, nella sua vita non è mai intervenuto in questioni amministrative e tanto meno ambientali, che riguardano la sua città e stranamente lo fa oggi», scrive Bendetti.
«Toti dichiara che esistono studi che dimostrano che il porto non è responsabile dell’erosione, ma nessuno finora li ha visti. Oggi, la presenza sui nostri fianchi di porti strategici ed importanti come Genova, Spezia e Livorno, ci assolve da qualsiasi accusa di boicottaggio nei confronti degli imprenditori del marmo, che potrebbero tranquillamente spedire i blocchi dalle realtà vicine, escluso, ovviamente, il Nuovo Pignone, per il quale è già stata progettata una soluzione con banchina nel versante confinante con la Partaccia».
Critico anche l’appassionato di storia locale Franco Frediani. «Le dichiarazioni del governatore della Liguria, rilasciate alla stampa sul destino del porto di Marina di Carrara, hanno infatti dell’incredibile. Mente sapendo di mentire. Non può infatti disconoscere, da buon marinello, che le cause prime dell’erosione dipendano dal porto di Carrara. Il fenomeno, nella sua drammaticità, è iniziato a fine anni 30 con la costruzione della diga foranea che non ha fatto altro che aggravare in misura sostanziale una lenta erosione naturale. E ora si vorrebbe ampliare lo scalo prolungando la diga. Un colpo mortale per le nostre spiagge». —
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