Sicurezza
Si sente male giocando a carte con gli amici: addio ad Andrea "Wolly"
Un arresto cardiaco se lo è portato via durante una serata con gli amici. Fissati i funerali ai Quercioli
MASSA. Si è sentito male mentre era con gli amici, sorridente, giocando a carte. E poi non è stato possibile fare nulla per salvare Andrea Mariani, “Wolly” per tutti. Il sorriso è stato l’ultimo segno lasciato in questa vita. Il suo, quello che è sempre stato capace di fare. Perché a volte ci sono persone come Andrea, che l’unica impronta che sanno lasciare al loro passaggio non è quella delle scarpe, ma quella degli angoli della bocca che vanno in su e nemmeno si sa perché.. Aveva 45 anni e in fondo qualche motivo per avercela con la vita poteva anche tenerlo tra i pugni. Ma sembrava dimenticarselo, perché non è facile dirlo. E forse non servono le parole: perché era fatto così, che c’è da dire?
Aveva avuto in gioventù uno sfortunato incidente domestico, una di quelle cose che non capitano mai e invece lui ci si era ritrovato. E questa cosa gli aveva fatto perdere un occhio, problemi di vista per tutta la vita e tante rinunce.
Ma non si era perso d’animo. Non era di quelli che pensava di avere un debito con la fortuna, era andata così e basta.
Tante le sue passioni, il calcio giocato con gli amici una di quelle più accese. E tanti ricordano come prima dell’incidente fosse uno di quelli che quando ci giovaci contro ti veniva da dire: «beh, ma questo è forte, è una promessa».
Alla fine anche quella cosa non è che l’avesse tirato giù troppo. Era andata così. Ma dai campi non lo aveva fatto andare via di sicuro. Continuava a giocare, con gli amici, con chi c’era. Una passione che batteva sempre quando c’era un attimo e l’occasione. Il vento in faccia, il pallone da fare girare, le risate. Non poteva certo farsi levare tutto questo. Ai Quercioli lo conoscevano tutti. E che vuoi non conoscere uno che saluta sempre col sorriso, che ha sempre una battuta buona, che scherza con i bambini. «Era una persona solare, contagiosa, un vero allegro», racconta il parroco dei Quercioli don Mario Amadi. «Quando abbiamo saputo che non ce l’avrebbe fatta ci si è stretto il cuore, siamo tutti sconvolti. Era un ragazzo dal cuore d’oro, cosa posso dire di più. È un vero dolore sapere che non c’è più».
Andrea era iscritto da tanto tempo all’Aido, l’associazione italiana per la donazione degli organi. Lo considerava una cosa normale pensare, dopo, a chi sarebbe rimasto. E quando il suo cuore ha smesso di battere la sua richiesta è stata rispettata: c’è stato un espianto e l’ultimo gesto di Andrea è stato una mano tesa verso chi soffre. Non si stupirà di certo chi lo ha conosciuto.
Lascia un fratello e una sorella e i genitori, oltre ai tantissimi amici dei Quercioli. Lunedì alle 15.30 il funerala al santuario.
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