Il Tirreno

aulla 

I No Costa sulle barricate con un esposto alla Procura

Gianluca Uberti
I No Costa sulle barricate con un esposto alla Procura

La denuncia dei cittadini di Albiano Magra contro l’autorizzazione della Regione all’incremento dei rifiuti lavorati nell’impianto, da 90.000 a 140.000 tonnellate

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aulla. I No Costa, guidati dal leader storico Walter Moretti, tornano sulle barricate. Non sulle strade, ma a suon di carte bollate. E stavolta non si limitano a un semplice ricorso al Tar, come ci avevano abituati, ma presentano un esposto/denuncia alla Procura della Repubblica di Massa e di Firenze. Quindi, un salto di qualità rispetto al passato. Infatti, i cittadini di Albiano Magra che si battono contro la ditta Costa e i rifiuti che all’interno di questa vengono scaricati affinché possano essere lavorati, sono tornati all'azione in conseguenza del fatto che la Regione Toscana ha rilasciato l’Autorizzazione integrata ambientale a favore della ditta Costa, che le consentirà di lavorare 140mila tonnellate di rifiuti annue dalle attuali 90mila. Ne chiedono l'annullamento i 54 cittadini albianesi che hanno firmato e sottoscritto il ricorso al Tar, indirizzato contro la Regione Toscana e il Comune di Aulla, e nei confronti dell'Impresa Costa Mauro Srl.

Non viene chiesto soltanto l'annullamento dell'Aia, ma anche del verbale della Conferenza dei servizi decisoria del 9 luglio scorso e della nota 246.799 del 20 giugno scorso a firma dell'ingegner Giovanni Bacci, a quel tempo dirigente del Comune di Aulla e rappresentante di questo in seno alla Conferenza dei servizi. La cosa più interessante di questa nuova mossa legale dei No Costa, però, è rappresentata dall'esposto/denuncia con cui richiedono l'intervento della pubblica autorità sul regolamento urbanistico del Comune di Aulla. Infatti, i cittadini albianesi contrari alla ditta Costa, tutelati dallo studio Cossu (avvocati e commercialisti) di Firenze, fanno riferimento a un parere rilasciato dall'Avvocatura Regionale della Regione Toscana, emesso il 23 maggio scorso, secondo cui l’Avvocatura regionale stessa “avrebbe ipotizzato l’esistenza di condotte di rilevanza penale, individuando da un lato l’esistenza di un comportamento non corretto da parte dai rappresentanti del Comune di Aulla e/o della Provincia di Massa e Carrara – si può leggere nell’esposto/denuncia – e dall’altro dei rappresentanti del Comune di Aulla e/o di tutti coloro che hanno effettuato la ricostruzione del regolamento urbanistico del predetto ente. Infatti, i primi potrebbero aver dichiarato il falso attestando la compatibilità urbanistica dell’impianto dell’impresa Costa, pur sapendo che il regolamento urbanistico vietava espressamente l’insediamento di attività insalubri nell’area in cui poi lo stesso è sorto. Secondo quanto rilevato dall’Avvocatura le condotte tenute dai rappresentanti del Comune di Aulla, della Provincia sarebbero particolarmente gravi e avrebbero influito sul rilascio delle autorizzazioni alla Costa Mauro srl, portando a conseguenze rilevanti per tutti gli abitanti di Aulla”.

“Risulta evidente, infatti, che se i rappresentanti del Comune e della Provincia avessero preso atto delle disposizioni previste nel regolamento urbanistico, e vi si fossero conformati, con ogni probabilità non avrebbero rilasciato le autorizzazioni per la realizzazione e per il successivo ampliamento dell’impianto di proprietà della Costa Mauro srl”, riporta ancora il documento presentato dai cittadini di Albiano Magra. —

Gianluca Uberti

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