Sicurezza
Carrara, la crisi del commercio. Confesercenti: «La città piange tutti i peccati fatti»
L’analisi di Nando Guadagni (Confesercenti): i problemi partono da lontano, la città piano piano si è svuotata
CARRARA. Il commercio sta agonizzando, la città si è progressivamente spopolata, e gli affitti sono da rivedere. La situazione è sotto gli occhi di tutti, ma parte da lontano. Questa la tesi di Nando Guadagni presidente di Confesercenti, che punta il dito su tutte le amministrazioni. Nessuna esclusa.
«Il problema della crisi commerciale e del susseguirsi di attività commerciali che chiudono è a monte, viene da lontano. Non si tratta di una cosa attuale. Il nostro territorio è stato bastonato dalla politica per sessant'anni. Ora si piange ma il problema va ricercato nel passato. La crisi del commercio è a livello nazionale, lo dicono i dati - prosegue - ma da noi stiamo peggio perché come ho detto la politica ci ha bastonati a dovere. Carrara langue, ma langue anche il commercio di Avenza e di Marina. Si è partiti costruendo abitazioni residenziali fuori città, che piano piano hanno svuotato la città. Poi si sono portate via le scuole e con esse tutti gli studenti. Uno spopolamento che adesso si risente in tutto e per tutto. A questo progressivo svuotamento della città non si sono adeguati gli affitti dei fondi commerciali. Per ridare vita alla città - prosegue ancora - è necessario lo sforzo di tutti. Amministrazione, associazioni di categoria, camera di commercio, commercianti e proprietari dei fondi. Solo unendo le forze è possibile uscire da questa crisi. L'amministrazione da sola non ce la può fare. Carrara non è solo la città di Carrara, è tutto il comprensorio e i soldi non possono bastare per tutti. Ecco perché dobbiamo lavorare in sinergia e tutti verso u unico obiettivo. Le manifestazioni servono, ma da sole non possono risollevare la situazione, neanche se tante».
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«E' necessario ammodernare tutto il sistema- continua -Come Confesercenti abbiamo portato all'amministrazione attuale tutta una serie di proposte al momento dell'insediamento. Ricordo che una volta il centro commerciale naturale funzionava, parlo dei tempi in cui c'eravamo io e Rosellina Crucitti. Ma le sole manifestazioni, anche se tante, senza rivedere il tutto oggi non possono bastare. Carrara - conclude - piange tutti i peccati fatti fino ad oggi».
Sull'argomento interviene anche Maria Gabriella Steffanini del bar tabacchi Gabry di piazza Duomo. Oltre ad essere un'associata di Confesercenti, Gabriella è la titolare di una delle poche attività rimaste in centro storico: «la situazione in questa zona è sempre peggio - dice - ed è peggiorata ulteriormente da quando ha chiuso il forno - il forno Bruzzi della Bruna - ormai non passa quasi più nessuno. Se qualcuno non interviene e da l'auspicata svolta il rischio è che i chiude tutti. Anche contro la nostra volontà. La speranza è l'ultima a morire e noi speriamo che l'amministrazione faccia qualcosa. A fine mese c'è l'affitto da pagare, e in questa zona nonostante non ci sia più niente gli affitti sono ancora troppo alti. Ma come si può pensare che qualcuno venga ad investire in piazza Duomo o in via Santa Maria se a fine mese ti ritrovi una batosta da pagare? Se abbassassero gli affitti forse qualcuno proverebbe ad investire, e magari chi affitta potrebbe aumentare il canone progressivamente, di anno in anno. A Carrara continuiamoci a crederci e a lavorarci, ma qualcuno ci metta una pezza e al più presto. Altrimenti se le cose non cambiano ci costringono a fare scelte contro la nostra volontà». —
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