Il Tirreno

c’è musica 

Andreino al quarto piano suona “Tu come stai”

A.V.

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carrara. L’impressione, all’ingresso è di un ospedale in disarmo. Il bar è chiuso. Pure la banca. Il distributore automatico è fuori servizio. Funzionano, invece gli ascensori che portano ai piani, in parte adibiti ad ambulatori.

Entrare nell’ex monoblocco, per chi lo ha visto attivo e funzionante come ospedale solo qualche anno addietro, dà subito quel senso di abbandono delle strutture che, rispetto alle potenzialità, sono utilizzate in minima parte.

Ma, salendo piano dopo piano, quello che colpisce è la musica. Le note di una famosa canzone di Claudio Baglioni, “Tu come stai”, come una carezza.

C’è la musica in questo ex ospedale finito al centro dei dibattiti e delle cronache per i progetti che, a stretto giro di posta, riguarderanno il suo futuro: da una aprte l’ipotesi di abbattimento, dall’altra quella di consolidamento perchè lo prevede la normativa antisismica.
Nel messo c’è un pianoforte, quello del quarto piano, dove si trovano gli ambulatori oncologici e dove è nata e continua la bellissima esperienza dei donatori di musica.

Quello di ieri, e di molte altre mattinate al monoblocco, è un donatore di musica davvero speciale. Si chiama Andrea Bertolucci, per tutti Andreino. Ha 47 anni, fa il centralinista in ospedale e quando ha un po’ di tempo suona. Regala la sua musica: «Ma se non do fastidio, quando vedo che ci sono persone che noin apprezzano smetto».

Andrea a 4 anni ha rischiato di morire, ha subito un grosso intervento. «Dicevano che sarei rimasto in sedia a rotelle, che non avrei mai usato le mani - spiega - Avevo una emiparesi, mi sono esercitato suonando il pianoforte». Adesso suona per gli altri, per dare la forza a chi negli ambulatori di oncologia deve sottoporsi alle terapie. Una colonna sonora che sa di speranza. —

A.V.

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