Sicurezza
Cgil: porto di Marina di Carrara centrale per il nostro sviluppo
Il sindacato replica al presidente Benedetti che ha definito l’infrastruttura causa dell’arretramento della nostra linea di costa
massa. Il presidente del consiglio Stefano Benedetti era intervenuto sul tema erosione puntando il dito conto il Porto di Carrara, prima causa - a parer suo - dell’arretramento della linea di costa. Un vero attacco - secondo la Cgil - ad uno dei motori dell’economia locale: «Basta creare conflitti e contrapposizioni - scrivono Cgil e Filt Cgil - tra lavoratori e interessi ambientalie lavoro. Questo territorio ha bisogno di coesione e prospettive che tengano conto di tutti i “motori” dello sviluppo sapendo coniugare turismo e sviluppo industriale. Sorprende sentire da chi ricopre importanti ruoli istituzionali anteporre la polemica politica e le ricerca del mero interesse elettoralistico nei confronti di qualche categoria all’interesse generale di una comunità. A questo proposito pensiamo che il porto di Marina di Carrara - il sindacato entra nel vivo - sia centrale nello sviluppo di tutta la nostra Provincia. Lo scalo marinello apre infatti le porte del nostro territorio al mercato di tutto il pianeta ed è fondamentale per mantenere i livelli di occupazione attuali in Provincia e farli crescere attraverso investimenti logistici ed infrastrutturali che stanno tardando, a nostro avviso, ad arrivare. Il porto di Marina di Carrara, per la sua configurazione e posizione geografica, può attrarre traffici ad alto valore aggiunto che potrebbero innalzare il numero degli occupati a tempo indeterminato e con un contratto di tutto rispetto in tutto il nostro territorio, ma per farlo serve una regia ed un governo che guardino lontano ed un idea di provincia coesa senza inutili campanilismi, degli investimenti infrastrutturali strategici in un’ ottica di sviluppo territoriale seria e lungimirante. Per parlare di porti bisogna saper alzare lo sguardo - prosegue Cgil - e ragionare in un’ottica di sistema globale, cosa di cui purtroppo i vertici della nostra amministrazione sembrano essere carenti. Tutti i grandi centri logistici e le grandi città puntano a collegarsi tramite reti di strade e ferrovie ai porti che possono collegarli con ogni angolo del pianeta, e qui invece c’è chi, come il Presidente del Consiglio Comunale di Massa, parla di chiusura dell’unico sito di sviluppo rimasto».
«Per questi motivi con forza come organizzazione sindacale chiediamo alle istituzioni - conclude Cgil - di essere al nostro fianco nel chiedere al Governo un nuovo accordo di programma che individui il nostro territorio come “Area di crisi complessa”, così come è necessario un Patto territoriale per lo sviluppo che individui politiche di incentivazione per l’utilizzo delle aree ad uso produttivo. La Cgil e la Filt proprio per porre l’attenzione al ruolo del Porto nello sviluppo territoriale organizzano per il 20 novembre presso l’autorità portuale un incontro pubblico con tutti i principali attori del settore». —
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