Il Tirreno

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«Il monoblocco non si tocca e deve essere consolidato»

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carrara. «Il monoblocco non si tocca, no all'abbattimento si rischia di smembrare ancora la nostra sanità«. Questa la linea dura della Uil Pensionati di Carrara e Lunigiana. «L'unica strada per noi è quella del rinforzo strutturale»: spiega il segretario Vittorio Geloni dopo la riunione di consiglio dei giorni scorsi, alla quale ha partecipato e il segretario Uil Fpl, Claudio Salvadori. «Il dibattito si è concentrato sull’annoso problema della sanità locale - sottolinea Geloni -, in particolare in riferimento all’eventuale abbattimento del monoblocco. La linea per quanto ci riguarda è segnata: il monoblocco non si butta giù. La nostra città ha già dato e nel Piano attuativo locale dell’Asl i riferimenti erano chiari: ospedale per acuti al Noa, poliambulatori al monoblocco. Una linea che peraltro è condivisa anche dai colleghi di Spi Cgil ed Fnp Cisl. Riteniamo pertanto che il sindaco Francesco De Pasquale, unico vero responsabile della sanità locale, non possa disattendere le previsioni di quel piano, la volontà dei cittadini e soprattutto pensiamo che non voglia smembrare ulteriormente la già precaria sanità carrarese che si trascina dietro da anni evidenti difficoltà». «La giustificazione dell’abbattimento basata sulla nuova legge della sicurezza sismica? - continua la nota - Allora andiamo ad abbattere tutto ciò che non è a norma, scuole e altro? Un’inversione di rotta rispetto alle prospettive di qualche anno fa che per la Uil Pensionati non è accettabile».

«Fino a 7 anni fa - prosegue il segretario Geloni - si parlava di un eventuale rinforzo per il quale bastava un milione di euro. Senza considerare che proprio su quella struttura per la manutenzione abbiamo speso fino a oggi milioni di euro. Se ora l’intenzione è di stravolgere la sanità locale non ci stiamo. Per noi l’unica strada resta quella del consolidamento del monoblocco. Non vogliamo neppure immaginare che cosa accadrebbe diversamente con un suo abbattimento che ora ci appare prematuro visto che già oggi ci troviamo con liste di attesa infinite che costringono ad andare fuori provincia per fare esami come risonanze magnetiche o radiografie».

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