Il Tirreno

la questione erosione 

Barotti: riconvertire il porto? Slogan dannoso e senza senso

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MASSA. L’erosione del litorale, l’incubo del turismo balneare apuano, torna al centro dell’attenzione. E il presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti torna a puntare il dito sul porto di Marina di Carrara, ritendolo il maggior responsabile della progressiva scomparsa della spiaggia massese.

«Benedetti dimostra di avere le idee confuse», gli replica però con verve polemica Andrea Barotti di Alternativa civica. «Il presidente del Consiglio comunale, in perenne ricerca di pubblicità, come se la campagna elettorale non dovesse mai finire si era schierato, durante l'amministrazione Volpi, contro la costruzione dell’area di sosta per camion prevista dall’accordo tra amministrazioni e gruppo Grendi, salvo, poi, cambiare idea e consentirne, non ascoltando i residenti, la realizzazione. Una giravolta politica: il parcheggio Grendi è stato realizzato, nel nostro Comune a servizio del porto di Marina di Carrara, tra l'altro incentivando l'uscita dei camion alla barriera autostradale di Massa con quanto ne consegue in termini di inquinamento ed usura del tracciato viario, pertanto risulta incomprensibile la guerra di Benedetti al Porto e all'amministrazione di Carrara a cui si è concesso il favore, a costo zero, di non doversi fare carico di una parte del traffico veicolare e delle infrastrutture di cui lo scalo commerciale necessita».

Ma il consigliere di minoranza individua anche altre contraddizioni nelle tesi di Benedetti: «Mi chiedo se il presidente sa che il Pignone, con il sostegno della Regione, ha acquisito un'area del porto di Piombino pari alla superficie della fabbrica apuana: quindi se le banchine di Marina di Carrara non dovessero più accogliere i suoi maxi moduli, correremmo il pericolo di uno spostamento delle produzioni con effetti devastanti, in termini occupazionali, per un territorio già in crisi».

Ancora: «Benedetti accusa il centrosinistra di aver speso milioni, creando un business, per il ripascimento e per le scogliere senza tener conto che erano le misure, concretamente, adottabili per difendere le spiagge e quindi il turismo, visto che non era e non è seriamente immaginabile dismettere il porto commerciale».

Il Comune, conclude, dovrebbe invece risolvere le criticità ambientali presenti (depuratore del Lavello, bonifica della falda, decoro e pulizia urbana); solo così potremo pensare di fare del turismo un vero motore economico. Ma da Benedetti e da questa maggioranza, al momento, sono pervenute solo polemiche, diatribe interne, rimpasti e ipotetici rimpasti. I cittadini, da chi governa, si attendono, non solo denunce ed esposti ma sopratutto soluzioni». —



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