Gioco
Troppi fondi commerciali sfitti in città. La ricetta: «Bisogna abbassare i canoni»
L’immobiliarista Giuseppe Papa fa un’analisi dei prezzi: per far rialzare le serrande è necessario rivedere i prezzi
CARRARA. Via Roma non è più il salotto buono della città: resistono negozi e bar storici, ma per il resto è un susseguirsi di saracinesche abbassate. Da poco ha chiuso anche la catena Ciao Ciao.
Le uniche attività in crescita sono quelle dei negozi cinesi a buon mercato, che stanno trasformando via Roma in una China Street. E come se non bastasse gli affitti sono ancora alti, qualcuno alle stelle. Troppi proprietari sono rimasti con il tariffario fermo agli anni Ottanta. Prezzi improponibili non solo in via Roma, ma anche in altre parti della città.
i prezzi degli affitti
Per fortuna la tendenza sta cambiando: qualcuno sta abbassando i prezzi. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Papa, uno che di prezzi se ne intende. Ha gestito per decenni un'agenzia immobiliare, la Studio Papa servizi immobiliari, oggi del figlio Gabriele. Sentiamo cosa ci racconta: «i prezzi dei fondi commerciali - dice - quando il mercato immobiliare tirava erano giusti. Ma oggi Carrara è un dormitorio e vanno calmierati o abbassati. Sull'onda di fine o inizio secolo erano più o meno stabili, si parlava di 10 euro al metro quadrato per uffici fino a cento metri».
« In via Roma i fondi valevano dai 40 ai 50 euro al metro quadrato, quindi un affitto superava le mille euro. In piazza Alberica circa 1200. Al culmine l'usato - prosegue parlando di immobili - andava a 2000 euro per metro quadrato e 2500 per il nuovo. Comunque i prezzi da circa un anno stanno calando, per gli immobili di pregio come le ville si va dal 30 al 50 per cento in meno. Così anche per i fondi di circa un trenta per cento. in piazza Matteotti per esempio un locale da 50 metri quadrati più soppalco costa tra le 500 e le 700 euro, sotto il porticato circa 600. Chi vuole affittare deve abbassare - prosegue ancora - è una legge di mercato e qualcuno lo sta già facendo. Una controtendenza che poi per emulazione diventerà la tendenza. Reggono gli affitti delle locazioni ad uso abitativo, come le case destinate agli studenti dove c'è margine di guadagno. Si possono affittare le stanze a 400 euro per studente. Sul commerciale c'è molta offerta e poca richiesta. In alcuni casi gli affitti sono sempre alti». Scendendo nel dettaglio Papa dice: «i giovani in città non vengono più, a meno che non ci siano eventi di richiamo come i concerti. La città si è svuotata. I pochi turisti bevono un caffè, al massimo comprano un souvenir. Gli affitti devono essere adeguati. Chi fa il furbetto non affitta più. Il prezzo lo fa chi compra o chi affitta».
l’analisi
Lei vede una ripresa? Abbiamo chiesto a Papa.
«A livello commerciale la vedo dura. La città è stata svilita da una politica dissennata a partire anni '60. Una volta c'erano 28mila persone, poi è stata fatta Bonascola, Marina si è triplicata, Avenza raddoppiata. In città sono arrivati i supermercati». Secondo lei tutto è perduto? "Forse no -dice - ma bisogna inventarsi qualcosa di buono. Incentivare l'apertura di negozi di nicchia, d'arte o legati, al marmo per i turisti. Trasferire in centro città le scuole, ce ne sono tante sotto utilizzate. Portare 2000 ragazzi in città aiuterebbe. Serve una politica che incentivi le persone a tornare a vivere e lavorare a Carrara, magari non facendo pagare per un paio d'anni la spazzatura o il suolo pubblico per chi volesse mettere dei tavoli fuori. Che il commercio torni come una volta è impensabile. I cinesi hanno sostituito i negozi di genere, ci sono i supermercati e la vendita online. Ma accorgimenti del genere aiuterebbero la ripresa». —
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