Sicurezza
“Quattro Strade”: caffè, tradizione «e la torta d’erbi più buona della città»
Atmosfera d’antan in uno dei locali più antichi della Lunigiana Carlo Bertoncini e la moglie Isabella: l’accoglienza prima di tutto
pontremoli. Sì è vero, il proverbio latino ci insegna che nel nome si descrive la caratteristica l’uomo, ma nel nostro caso possiamo traslarlo è affermare che stavolta nel nome si delinea precisamente il luogo. Perchè per ogni pontremolese la definizione di “quattro strade” conduce ad un luogo ben definito, là dove il centro storico si incrocia con la parte “nuova” della città, con da un lato lo storico acciottolato che conduce alle piazze e al cuore della città e dall’altro l’asfalto di via Roma che porta verso il Verdeno. E così il bar caffetteria “Quattro Strade” diviene punto di riferimento in questo incrocio così suggestivo che va oltre alla semplice intersezione stradale.
Ma del resto questo lo dimostra lo stesso bar, che è uno dei più antichi della città e dove si respira una tradizione quasi secolare con personaggi che hanno fatto la storia di Pontremoli: gestito prima dai Ciuì, poi dal mitico Temelindo e dalla sua Linetta, è uno dei riferimenti storici dell’accoglienza pontremolese. Oggi a portare avanti questa tradizione, ormai dal 1999, sono Carlo Bertoncini e sua moglie Isabella che vogliono continuare a mantenere vivo un passato che è comunque difficile da dimenticare, visto quello che è riuscito a rappresentare. Un locale caratteristico, già per i quattro scalini che si devono scendere all’ingresso, quasi una simbolica calata in un’altra era e si viene subito avvolti in quel clima famigliare tra giocatori di carte, l’immancabile bicchiere di vino (rigorosamente nostrano) e il profumo del caffè. Un “sapore” di storia che trova conferma anche nell’arco che conduce alla saletta interna, una stupenda volta in sasso, testimonianza di quella che una volta era la chiesa di San Colombano, demolita nel 1912 per permettere la costruzione del ponte Zambeccari.
Ma qui si respira anche il sapore delle tradizioni locali e del resto un avventore del bar ci dice con sicurezza “qui si mangiano le migliori torte d’erbi e di patate e porri della città”, si tratta di due dei piatti tipici del pontremolese (il secondo è quello caratteristico della vigilia di Natale) che viene fatto ancora artigianalmente come ci confessa lo stesso Bertoncini «cerchiamo di proporre ai nostri clienti sapori genuini e nostrani». Un cammino fatto di passione e tradizione che Carlo ha avviato ormai oltre 20 anni fa «avevo fatto da ragazzo il barista ed era un lavoro che mi piaceva fare. Così quando è capitata l’occasione non ci ho pensato due volte ed ho acquistato il locale. Si tratta di un bar storico, tra i più antichi se non il più antico di Pontremoli, e quindi io e mia moglie sentiamo anche la responsabilità di mantenere viva una tradizione di accoglienza ed ospitalità».
Ospitalità che del resto traspare dalle battute e dall’allegria con cui vengono accolti i vari avventori che più che entrare in un esercizio commerciale sembrano varcare la porta di casa per incontrare gli amici per un momento di rilassatezza in compagnia.
D'altronde lo stesso Carlo partecipa alle sfide a carte a briscola o tresette, con tutti i partecipanti alle gare che possono contare sulla compagnia di un ristoratore bicchiere di bianco. Ovviamente anche del caffè ma non Carlo che confessa “io ne faccio a centinaia ma non ne bevo… non sono un grande amante del caffè» ma comunque, al di là del gusto personale, la mano la deve aver presa visto che i clienti paiono gradire il risultato che esce dalla macchina espresso: «Si è vero dicono che il caffè è buono. E l’importante è quello, che piaccia ai clienti». —
Riccardo Sordi
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