Italia
La maggioranza: delocalizzare la ditta Costa, meglio fuori Aulla
In consiglio comunale approvata mozione per lo spostamento l’ impianto dei rifiuti. Ma le opposizioni escono dall’aula
AULLA. Ormai sono più di una decina d'anni che si parla di delocalizzazione per la ditta Costa. Lo spostamento dell’impianto è auspicato da tutti – la stessa azienda si è detta disponibile – ma in concreto non è stato fatto nulla. Nel frattempo, la ditta Costa che lavora rifiuti ad Albiano Magra, la più popolosa frazione aullese, è stata chiusa per tre settimane a cavallo fra ottobre e novembre del 2017 a seguito di un pronunciamento del Consiglio di Stato; e ha subito ben quattro incendi, l'ultimo dei quali risalente all'aprile dello scorso anno. Ed è rimasta lì, a una distanza ridotta dalle case del paese.
La parola magica "delocalizzazione" è comunque tornata a riecheggiare lunedì sera in occasione del consiglio comunale aullese convocato ad hoc sulla ditta Costa, su richiesta sia di parte della maggioranza sia delle opposizioni. Una richiesta avanzata dopo che la Regione Toscana ha rilasciato l’Autorizzazione Integrata Ambientale a favore della ditta Costa, che le consentirà di lavorare 140mila tonnellate di rifiuti annue dalle attuali 90mila, pur pendendo ancora sull’Aia la possibilità di un ricorso straordinario al presidente della Repubblica.
Perché di delocalizzazione si parla nella mozione scaturita dall’affollato e acceso consiglio comunale, che ha visto come bersaglio delle minoranze l’attuale vice sindaco, l’albianese Roberto Cipriani, per la sua passata militanza nei No Costa. La mozione è stata approvata coi soli voti favorevoli dei consiglieri di maggioranza presenti, essendo usciti per protesta dalla sala consiliare, al momento del voto, i cinque consiglieri di opposizione.
Nella mozione il consiglio comunale aullese impegna il sindaco Roberto Valettini e la giunta comunale “a verificare puntualmente tutti i procedimenti che hanno interessato i provvedimenti riguardanti la ditta Costa di competenza di questo Comune e, quindi, i pareri e le posizioni assunte dai tecnici nelle procedure che hanno interessato i provvedimenti conclusivi; a farsi promotore presso gli enti competenti della verifica puntuale, ad ogni singola scadenza, del rispetto delle prescrizioni previste dal suddetto decreto (l’Autorizzazione Integrata Ambientale Aia) e, quindi, a vigilare attentamente presso gli organi competenti, già sentiti numerose volte sul tema da questa amministrazione, quali Regione Toscana, Arpat, Asl e Gaia; a prevedere nel Poc (Piano operativo comunale), di prossima adozione, una soluzione finalizzata alla delocalizzazione della società Costa Mauro in una zona al di fuori del territorio urbanizzato e, preferibilmente, al di fuori del Comune di Aulla; a verificare la possibilità di impugnare il decreto dirigenziale del 24 luglio 2019 attraverso il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica».
Prima dell’approvazione della mozione non sono mancati scontri al calor bianco fra i banchi della maggioranza e delle opposizioni, con queste che lamentavano di avere appreso la notizia del rilascio dell’Aia dai giornali e con la ex sindaca Silvia Magnani che chiedeva le dimissioni di Cipriani. Ma anche Filippo Coppelli di “Idee in Comune” e Arturo Andrea Demetrio, il quale paventava “l’arrivo di cento camion al giorno ad Albiano Magra”, non erano teneri con il vice sindaco e assessore all’ambiente, che si difendeva dicendo di essersi attivato sul problema Costa, «mentre qualcuno non ha mosso una foglia». —
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
