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«Balneari troppo attaccati all’interesse personale Il vero problema è il porto»
massa. Il presidente del consiglio Stefano Benedetti non va per il sottile e se l’erosione c’è e mette in difficoltà i balneari, è anche perché - spiega - loro non si sono opposti ad alcune decisioni. Ampliamento del porto di Carrara in primis: «Non vorrei allarmare nessuno - scrive, infatti - ma le critiche che spesso arrivano dai gestori degli stabilimenti, denotano, da parte loro, un attaccamento agli interessi personali e molto meno alla nostra comunità. Se si fossero opposti al momento opportuno ai progetti fallimentari e all’ampliamento del Porto di Marina di Carrara, probabilmente oggi la situazione sarebbe diversa. Ma capisco - prosegue la critica di Benedetti - che nel passato le associazioni dei balneari erano gestite dagli amici delle amministrazioni locali di centrosinistra. La visione di una amministrazione comunale e della politica deve essere complessiva e non particolare».
Poi l’attacco, in tema di erosione, si allarga alle precedenti amministrazioni che «dell’erosione hanno fatto un business milionario, senza, peraltro, portare risultati positivi e senza contributi al rilancio turistico. Va bene tamponare, ripascere, realizzare scogliere, ma se non lottiamo per eliminare il problema alla base, questi interventi rimangono palliativi».
Secondo Benedetti le responsabilità più grandi le ha il comune di Carrara: «Ha rilanciato la teoria del porto ampliato che aumenterà inevitabilmente l’erosione. I progetti realizzati e quelli previsti ridurranno ulteriormente l’apporto del fiume Magra, provocando un deficit sedimentario sulla costa apuo-versiliese, con ulteriore arretramento della linea di riva (tra il 1938 e il 1998 c’è stato un arretramento di 106 metri sulla spiaggia a levante del porto) ed il fenomeno è destinato a proseguire allo stesso ritmo perché il canale di imboccatura, mantenuto artificialmente ad una profondità di 10 metri, blocca il transito dei sedimenti verso levante. Di fronte a questa situazione e alla preoccupazione degli operatori che oggi potranno arretrare con le strutture, il vero grave rischio, quello che potrebbe mettere definitivamente fine alla parola “stabilimento balneare” - conclude Benedetti - è il Porto di Marina di Carrara, insieme alle mareggiate che provocheranno un ulteriore arretramento della linea di costa permettendo al mare, che finora ha mangiato la spiaggia, di divorare bagni, strutture e strade. Questa non è fantascienza, ma la teoria di diversi studiosi che, sulla base dell’andamento storico e dei progetti realizzati e da realizzare nel porto, hanno sentenziato la morte della spiaggia. Per quanto sopra, premesso che per noi il turismo è un comparto economico strategico e vitale, sarà necessario, al di là della stesura del piano particolareggiato dell’arenile e degli interventi tampone, dare vita ad un comitato trasversale che difenda con tutta la forza il nostro territorio e le nostre spiagge, opponendosi a qualsiasi altro tipo di ampliamento del porto e favorendo un progetto di trasformazione in porto turistico». —
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