Sicurezza
Le cave e gli studi Nicoli grandi protagonisti sulla televisione svizzera
carrara. Carrara ancora protagonista sulle reti televisive d’Oltralpe. La RTS, primo canale della televisione svizzera, ha dedicato alla civiltà dei marmi più di trenta minuti nell’ambito di una puntata speciale del programma “Passe-moi les jumelles” andata in onda in prima serata venerdì scorso. Il giornalista Jochan Bechler con la troupe ha trascorso una settimana all’ombra delle Apuane la scorsa primavera. E così ha filmato una scena che documenta la ricerca del marmo per il rosone di una chiesa alle cave di Carrara. Sono uscite immagini splendide di Patrick Mounoud salito nel bacino di Colonnata con un drone per catturare i tagli, le panoramiche fino al Golfo di La Spezia e la prateria sul Monte Sagro. Intervistato sullo sfondo delle sue cave, dei suoi marmi, Alvise Lazzareschi.
Il lavoro dei cavatori è tratteggiato in poche, efficaci riprese, uno scambio di battute, da cui emerge quel sapere generazionale che ti fa dire, questo è il taglio giusto, mentre lo sguardo dei colleghi si coagula sul bianco, così bianco…Al Ponte di ferro è intervistato l’artista Marton Varo, ungherese trapiantato a Carrara da anni, ormai un cittadino adottivo, che racconta dettagli della sua arte, la sua poetica, il rapporto con la città. Dal piano incalza il cavatore la voce di un’altra addetta ai lavori che di polvere ne ha macinata tanta, con sette generazioni e un’azienda di scultori sulle spalle. «La mamma non voleva che stessimo in laboratorio, è un luogo di lavoro, può essere pericoloso, e poi… c’erano quelle sculture di Louise Bourgeois. A Carrara non c’è mica una cava, che se ne sta qui tutta sola…noi abbiamo montagne intere tutte piene di marmo. Suona nel suo francese di madrelingua, Francesca Nicoli. I bellissimi laboratori Nicoli sono avvolti in una nuvola di polvere bianca che si sprigiona dai flessibili, utilizzati magistralmente da Marco Ambrosini. All’opera, lo scultore si mette a nudo, parlando di passione proprio mentre segna il punto. Qui il mestiere non è mai venuto meno, perciò Marco esegue un ingrandimento a compassi, con la fierezza di chi è cosciente che ormai sono rimasti in quanti a saperlo fare. Forse dieci, fra Carrara e Pietrasanta, e se lo san fare bene, vuol dire che si son formati qui, da Nicoli. Lo capiranno quanto è unico ciò che vedono, i telespettatori svizzeri? » Stefanie Krome sbarcata dieci anni fa dalla Germania spiega in tv che Carrara attrae e non ti lascia più andare via. Se lei svolge incarichi su commissione, ciò non le impedisce di portare avanti una propria ricerca artistica, quando esce dai laboratori del marmo, per andarsene al FAC, lei, i crocifissi e le sue trecce blu. È una carica di stranieri che giungono a ondate nella città del marmo, e la maggior parte di loro forma colonie tutte intrecciate che portano ossigeno da noi e risospingono nelle grandi capitali estere, nelle metropoli, un reale fermento, l’aria o l’humus carrarese che la tv svizzera coglie e riesce a trasmettere senza infingimenti. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
