Il Tirreno

la nuova galassia di renzi 

C’è la Leopolda apuana Volti noti ed ex di destra

Manuela D’Angelo
C’è la Leopolda apuana Volti noti ed ex di destra

Alla kermesse dell’ex segretario Pd sono andati in tanti come Cosimo Ferri, l’ex assessora Lama e il sindaco Novoa

2 MINUTI DI LETTURA







C’è chi l’ha definita una vera e propria “campagna acquisti”, chi la futura “casa politica degli italiani”, preannunciando un nuovo big bang tra gli amministratori locali di tantissimi territori, pronti a seguire Matteo Renzi e la sua Italia Viva. Fatto sta che, al grido di “Vogliamo sentirci liberi” la Leopolda 2019 ha raggruppato migliaia di persone e Massa ha fatto la sua parte.

Ad aprire le danze era stata, sulla sua pagina Facebook, la consigliera comunale di Alternativa civica Dina Dell’Ertole che, in cerca di una nuova casa, aveva annunciato la sua partecipazione alla Leopolda 10. E il bilancio per lei è più che soddisfacente: «Non è ancora arrivato il momento di prendere tessere di alcun genere- dice Dell’Ertole- anche perché credo fermamente in Alternativa civica e nel suo progetto, che non vorrei si concludesse. Devo incontrarmi con i miei compagni di gruppo, in primis Sergio Menchini, e cercare di capire il da farsi. Credo però che se fossero lungimiranti anche loro potrebbero seguirmi in questo nuovo percorso».

A Firenze arrivano, durante la tre giorni full immersion, anche un pullman da Montignoso e uno dalla Lunigiana: c’è l’onorevole Cosimo Ferri, il sindaco di Mulazzo Claudio Novoa; ci sono la sindacalista ex Cisl Anna Maria Mosti, la notaia più giovane d’Italia Beatrice Davini Bertaccini, l’ex segretario comunale del Pd Luca Perinelli e tra i volti noti anche, Eleonora Lama, l’ex assessora leghista “defenestrata” dal sindaco Persiani dopo pochi mesi di mandato e Stefano Caruso che, per il suo trascorso (uomo da sempre considerato di centro destra, un passato nel Pdl, poi in Ncd e infine in Italia Unica con Corrado Passera, prima di fondare Obiettivo Massa, lista civica con cui ha partecipato alle ultime elezioni amministrative del 2018) farà sicuramente discutere.

Ad applaudire Renzi, insomma, proprio non ce lo si aspettava: «Ha detto cose- spiega invece Caruso- che io penso da anni. Ha parlato di una nuova casa che non ha nulla di vecchio da mantenere, ma soltanto qualcosa da costruire. Renzi ha confermato che si è staccato dalla parola “sinistra”, per creare un contenitore liberal- democratico, fatto da liberali moderati, che finalmente guarderanno all’Italia 2029, perché il futuro si gioca da qui a dieci anni».

E alla Leopolda 10 c’erano molti “amici” di Caruso, ex militanti in Ncd, e persone ancora vicine a Corrado Passera, così come molti forzisti (anche se più defilati). L’impressione è che si stiano già scaldando i motori per la prossima campagna elettorale. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa