Il Tirreno

LA PERFOMANCE 

Un altro marmo è possibile: la scalata di Cava Valsora a Massa

David Chiappuella
Un altro marmo è possibile: la scalata di Cava Valsora a Massa

Gli alpinisti del gruppo Carie hanno compiuto la prima arrampicata della parete E in una mostra aperta a Milano lanciano l’idea della riconversione delle Apuane

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MASSA. Hanno compiuto la prima arrampicata umana sul marmo bianco, scalando la parete verticale di cava Valsora, alta 50 metri e realizzando uno spettacolare documentario su questa impresa. Stiamo parlando di “Carie”, il progetto creato da Maurizio Nardi che, insieme ad altri quattro scalatori professionisti: Francesca Medici, Luca Andreotti, Lorenzo Carasio, Luca Bana, al fotografo Federico Ravassard e a l videomaker Achille Mauri, ha realizzato un film sulla prima scalata di una cava di marmo apuana.. Il documentario, insieme ad una mostra fotografica, è stato presentato ieri a Milano al “Sustainable Outdoor Days”, nell’ambito della famosa rassegna Milano Montagna 2019. Il filmato, la cui durata è di 20 minuti, è arricchito dalle testimonianze di cavatori massesi e racconta le cave apuane da una prospettiva nuova, veicolando il messaggio che una riconversione economica di questi luoghi non sarebbe poi così impensabile. Il progetto, infatti, che punta a girare l’Italia e a passare soprattutto da Firenze, città natale di Andreotti, uno degli scalatori, ha lo scopo di scuotere le coscienze, proponendo un nuovo utilizzo delle cave di marmo, al di là dell’escavazione.

Lo conferma l’ambientalista Eros Tetti, presidente della rete dei comitati per la Difesa del territorio e fondatore di Salviamo le Apuane, che ha partecipato alla presentazione milanese del documentario. «Questa giornata a Milano -ha riferito Tetti- é stata molto importante, un momento di riflessione e denuncia di quello che avviene sulle Alpi Apuane, che ha offerto anche la possibilità di confrontarsi con i proprietari della cava Valsora, sito che ospita una colonia di tritoni alpestri, anfibi di pochi centimetri protetti oggi dal Wwf».

Anni fa la scoperta di questi animali aveva spinto il Parco delle Alpi Apuane a bloccare l’escavazione nella cava, oggi riaperta. “Noi, invece, -ha concluso Tetti- siamo sempre più convinti che l'unica via sia la chiusura graduale e progressiva delle cave all’interno del Parco, a fronte di un progetto di riconversione economica che potrebbe creare centinaia di posti di lavoro in più. Questa operazione, se attuata, salvaguarderebbe l’ambiente, oltre a rilanciare veramente l'economia locale».

Tale obiettivo, nobile ed ambizioso, si scontra però con la realtà di uno dei comparti produttivi più discussi e ricchi del pianeta, che nel 2018, stando agli ultimi dati del Rapporto economia della Camera di commercio apuana, soltanto a Massa-Carrara ha smosso 2 milioni di tonnellate di marmo, per un valore di 1.052.312.831 euro, che corrispondono al 59,91% delle quantità e al 56,32% del valore di tutto l’export lapideo italiano. —

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