Finanza
Partite a briscola e “bicchieretti”: al Bar Corsi tutto come una volta
Il bancone ha più di 70 anni, il vino ha l’etichetta del locale E per le carte, un’ampia terrazza, dove una volta si ballava
carrara. Negli anni Sessanta è stato il locale che animava il paese: era una festa continua e si ballava al suono del juke box. Oggi è ancora il punto di ritrovo per tutti, ma il lotto ha sostituito il juke box. Stavolta "Caffè Bollente" è ambientato a Fossone Basso, nel bar Corsi di Carlo e Nicole Corsi, rispettivamente padre e figlia. Con loro da dieci anni lavora anche Francesca Tassi. Questo bar esiste dal 1909, una data che per la famiglia Corsi è motivo di orgoglio. Non a caso la data è riportata anche sulle vetrine e nell'insegna del locale. Ci troviamo in un tipico bar di paese con clienti che qui ci vengono da sempre, una tradizione che si tramanda di padre in figlio. Si gioca a carte nell'ampia terrazza esterna, si beve un caffè e si beve il vino con l'etichetta di carlo Corsi. Vino buono che il titolare fa fare appositamente da una cantina di Montespertoli.
In questo bar nel 2011 e nello stesso mese sono stati grattati due grattini da 30mila euro l'uno. Il bar Corsi dal 1909 fu aperto da Fioravanti Venturini, che assieme ai fratelli in quel di Fossone avevano un consorzio agrario e un grande alimentari (questo c'è ancora). Nel 1934 la gestione passa al figlio Arnaldo che passò la gestione all'attuale proprietario ben 28 anni fa. Venturini e Corsi sono parenti. Lo zio Luigi che aveva il consorzio è la memoria storica del locale e dell'intera frazione di Fossone. È lui ad averci raccontato tutto, di quando il locale era stato aperto dall'altra parte della strada, dei bombardamenti, della nuova costruzione e tutta un'altra serie di dettagli storici. «Questo locale è un bar - tabacchi ed è il punto di ritrovo del paese. Ci sa fa colazione, ci si beve l'aperitivo, ma soprattutto si gioca a carte, alla briscola, come si dice in dialetto. Fin dal 1990 si facevano i caffè. La macchina era una grossa bollitrice in ghisa e ceramica alimentata da una fiammella. Una volta il vino era quello locale, e durante gli anni Sessanta al bar Corsi c'erano sempre delle feste. La specialità della casa erano trippa e stoccafisso. le cene erano all'ordine del giorno, e poi tutti a ballare sulla grande terrazza esterna. Nel Dopoguerra tutto il paese lo frequentava, donne e bambini, uomini e anziani. Era un locale per famiglie, proprio come adesso, anche se quella magica atmosfera non esiste più. La vita moderna, i problemi, la crisi economica hanno tolto magia anche a queste serate paesane».
Oltre a Carlo nel bar di famiglia lavora da cinque anni anche la figlia Nicole. Con loro da dieci anni c'è anche la commessa Francesca Tassi. I clienti ridono e scherzano con tutti e tre, si scambiano battute simpatiche e dopo tanti anni si è instaurato un bel rapporto di amicizia. Alcuni reperti ricordano il bar dei vecchi tempi, come il bancone che ha più di settant'anni, come anche il mobile dietro al bar. «La cosa più apprezzata nel mio locale - spiega Carlo Corsi - è sicuramente il vino. Lo faccio fare appositamente per il bar da una cantina di Montespertoli, in alcuni faccio aggiungere uvaggio locale come quello della Sarticola».
Insomma, se volete fare un passo indietro nel tempo per clima famigliare e ambiente paesano il bar Corsi è una tappa obbligata. Una piccola oasi lontano dalla frenesia della città e della vita lavorativa, dove si bevono ancora i bicchieretti di vino mentre si gioca a briscola, e magari ci si offende per poi tornare amici al secondo bicchiere. —
Alessandra Poggi
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