Sicurezza
Al Bancarella Cucina vince “Il digiuno” di Erzegovesi
Il premio 2019 va al libro dello psichiatra e nutrizionista che ottiene 29 voti seguito dall’opera del noto chef Davide Oldani con due preferenze in meno
Al Bancarella Cucina è andato in scena… il digiuno. Eh si, in barba a cuochi stellati e a ricette gustose, la 14ª edizione del Premio è andata allo psichiatra e nutrizionista Stefano Erzegovesi che con il suo “II digiuno per tutti” (edizioni Vallardi) ha convinto gli ottanta giurati del Premio che gli hanno permesso così di conquistare la statuetta del San Giovanni di Dio, simbolo della vittoria del Premio.
Un libro che, come raccontato dallo stesso professore Erzegovesi durante il dibattito, è nato dalla ricerca e dal confronto con i suoi pazienti alla ricerca di soluzioni dopo aver tentato numerose, faticose e purtroppo inefficaci diete. Quelle che il professore propone non è «tanto una dieta» (infatti non sarebbe un vero e proprio digiuno ma più una giornata alla settimana “di magro”) ma un cambio di filosofia e di approccio con il cibo, «è fondamentale mangiare con la testa. Perché cibo e mente sono la ragione sociale della salute. Quando le due cose vanno in armonia allora tutto il nostro corpo trova l’equilibrio», ha detto.
Concetti che quindi hanno convinto i librai del Bancarella Cucina che hanno premiato con 29 preferenze il libro di Erzegovesi che però a dovuto far fronte ad una concorrenza davvero agguerrita, tanto che, nel giro di pochissime preferenze, si è deciso la vittoria del Premio. Con 27 preferenze si è posizionato al secondo posto lo chef Davide Oldani (che non era presente ed è stato sostituito da una rappresentante della casa editrice “La Nave di Teseo”) con il suo “D’onne lo sanno”, un ex aequo al terzo posto con 24 voti per “L’età delle spezie” di Orazio Olivieri (Donzelli Editore) e “La salsiccia Abarth” di Silvano Faggioni (anche lui assente e rappresentato dall’editore Luciano Reverdito).
A seguire, con 23 preferenze, “Almanacco alimentare 2019” di Marco Consentino, Alessandra Gigli e Luca Piretta (Cairo editore) e, con 17 voti, “Mondo Ristorante” di Luca Farinotti (Edizioni Clandestine).
Prima dello spoglio delle schede c’è stato il consueto dibattito in cui sono stati illustrati i sei libri finalisti condotto con spigliatezza e verve dalla giornalista Viola Conti. Che ha anche lanciato sul piatto tematiche sociali lanciando la domanda (approfittando dell'assist di un intervento dal pubblico) di come mai il mondo della ristorazione sia prettamente o comunque per la maggioranza ad appannaggio maschile. Retaggi di una società maschilista che faticano ancora a sparire.
Il pomeriggio è iniziato con gli interventi delle molte autorità presenti (l’onorevole Cosimo Ferri, il consigliere regionale Giacomo Bugliani, il sindaco di Mulazzo Claudio Novoa) oltre ai saluti del sindaco Lucia Baracchini e del presidente della fondazione “Città del Libro” Gianni Tarantola, con entrambi che hanno sottolineato l’importanza che il Bancarella Cucina sta sempre più assumendo e che questo premio «non è solo il racconto del cibo, ma di come questo sia intrinsecamente legato alla tradizione e alla cultura di un paese e dei suoi abitanti». —
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