Sicurezza
Fungaioli dispersi e feriti nei boschi: «È un’emergenza. Appello alla cautela»
Dopo gli ultimi due recenti episodi, i consigli del Sast: non uscire con il buio, restare sui sentieri battuti, avere buon senso
PONTREMOLI. «Sì, siamo di fronte a un’emergenza. Già l’anno scorso i numeri erano elevati, ma in questi mesi c’è un’escalation, i nostri interventi si verificano a distanza di poche ore l’uno dall’altro». L’emergenza in questione - rilevata da Paolo Romani del Soccorso alpino e speleologico - è quella dei dispersi nei boschi della Lunigiana, soprattutto fungaioli che si avventurano in zone impervie, e pure quando è buio, vista l’abbondanza del “prodotto”. Ma non tutti sono esperti, non tutti usano cautela e buon senso, oppure sono ben equipaggiati. E finiscono per non ritrovare più la via di casa, cadono in burroni, si fanno male.
Negli ultimi giorni gli episodi sono stati almeno quattro. Nella notte tra giovedì e venerdì è accaduto a un 69enne nella zona di Scanderuola, vicino a Comano in Lunigiana: l’uomo, tra l’altro con il cellulare scarico e spento, ha passato la notte nel bosco ed è stato ritrovato l’indomani mattina da altri due fungaioli, e poi portato in salvo dagli uomini del Soccorso alpino e speleologico della stazione Carrara e Lunigiana, aiutati dai vigili del fuoco del distaccamento di Aulla, che lo hanno consegnato agli operatori del 118. Sempre i vigili del fuoco di Aulla, nella serata di venerdì, sono intervenuti in località Passo del Bratello, nel comune di Pontremoli, per recuperare un altro fungaiolo di 73 anni, originario del parmense, che era rimasto bloccato nel bosco a causa di una distorsione alla caviglia. L'allarme è stato dato dai compagni del fungaiolo stesso che erano in ricerca con lui. La squadra dei vigili del fuoco, dopo aver immobilizzato l'arto ferito, ha recuperato l'uomo utilizzando le tecniche di Speleo alpino fluviale, per poi trasportarlo con la barella spallabile fino alla strada, dov'è stato preso in carico dal personale sanitario del 118. L'intervento si è concluso intorno alle 23.30. Ieri un altro intervento, questa volta per una donna che si era persa nei sentieri di Zeri.
«Le condizioni meteo, l’euforia di restare fino a tardi per il raccolto abbondante, il buio: sono tutti fattori che possono portare a pericoli - dice ancora Romani - bisogna conoscere bene i sentieri e non prendere quelli meno battuti e difficoltosi, bisogna conoscere i propri limiti e non andare in zone impervie e rocciose, il rischio di smarrire la traccia è molto elevato. Il territorio è immenso, noi facciamo il possibile per coprirlo tutto, ma è necessario che le persone usino prudenza e buon senso». Anche per i carabinieri di Pontremoli le settimane sono state intense, con l’attivazione più volte del “protocollo persone scomparse” coordinato dalla prefettura di Massa-Carrara, e operazioni a Zeri, Licciana Nardi, Comano e Pontremoli. I militari hanno utilizzato droni e cani molecolari per ritrovare le persone disperse. Queste le raccomandazioni dei carabinieri: “Prestare massima attenzione, non allontanarsi dai percorsi conosciuti, portare al seguito il telefono cellulare e anche un rilevatore Gps che consenta in tempo reale di conoscere le coordinate di posizione, dare l’allarme subito”.
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