Gioco
Cava Fornace, cittadini pronti a sfilare Corteo da Pietrasanta a Montignoso
Il comitato in assemblea: la politica ha fatto il contrario di quanto promesso. Adesso nessuno ci strumentalizzi
MONTIGNOSO. Una media di 35 camion al giorno, provenienti da tutta Italia fanno tappa a Montignoso, nel sito di Cava Fornace. La discarica per lo smaltimento di rifiuti, nata per accogliere scarti di lavorazione come la marmettola, nel 2003 viene riclassificata e oggi, al suo interno, ammette derivati da terre di bonifica e materiali come l’amianto. Materiali che attualmente - spiegano gli ambientalisti - arrivano a riempire la metà di quel “dente cariato”. Saturi di questo via vai di camion, sembrano essere i cittadini che da 10 anni chiedono la chiusura della discarica. E che adesso si preparano a scendere in strada con un mega corteo, da Pietrasanta e Montignoso. Giovedì sera, a Cinquale, si è tenuta l’assemblea pubblica del comitato contro Cava Fornace che ha visto la partecipazione di moltissime persone, fra le quali rappresentanti delle istituzioni e politici. Nelle parole degli organizzatori, c’è «l’amarezza per gli ultimi anni di battaglia trascorsi chiedendo risposte sul futuro della discarica. E quelle risposte sembravano essere arrivate: quattro comuni avevano chiesto la “celere chiusura” del sito, il consiglio regionale aveva impegnato la giunta a fare lo stesso. A distanza di quasi due anni da quegli atti niente è cambiato. E anche sull’indagine della Procura, volta a verificare il presunto inquinamento ambientale realizzato nei pressi della discarica, non ci sono novità».
“Una beffa” la definiscono i tanti cittadini di Montignoso, Pietrasanta, Forte dei Marmi e Seravezza che contestano l’idoneità dell’ubicazione del sito. E che vedono enormi contraddizioni tra le parole degli amministratori locali e le loro deliberazioni: «Il Pd - commenta Cristina Ronchieri del comitato No discarica - è schizofrenico». L’attivista precisa: «Non abbiamo più fiducia nella politica e non intendiamo più delegare niente alle istituzioni. Se aspettiamo quelle, il livello della discarica continuerà a salire. Solo se ci riapproprieremo del bene pubblico avremo chance di chiudere la discarica. Torneremo a dialogare con le istituzioni quando ci avranno fornito due atti: il parere igienico sanitario necessario a tenere aperta la discarica e la revisione dell’autorizzazione di impatto ambientale. I livelli decisionali politici hanno fatto il contrario degli indirizzi che avevano formalizzato. Nella sostanza non è mai cambiato nulla, solo nei cittadini qualcosa è mutato: si è rafforzata la consapevolezza che non possiamo fidarci di loro. Durante l’assemblea - prosegue Cristina - abbiamo invitato nuovamente la cittadinanza a partecipare attivamente ai nostri incontri. Nelle prossime settimane abbiamo intenzione di scendere in piazza (l’idea è il corteo da Pietrasanta a Montignoso ndr). Ci teniamo infine a sottolineare che siamo contro le strumentalizzazioni politiche e le passerelle in vista delle elezioni regionali. Chi ci amministra, a livello locale e anche regionale, ha dimostrato di non fare l'interesse dei cittadini».
Se il Comune di Montignoso attende il parere della Regione per prendere una posizione, le cose intorno alla discarica si stanno muovendo. Da un lato c’è l'assessore di Forte dei Marmi, Enrico Ghiselli, che spinge per fare chiarezza sullo stato della falda sottostante la discarica. Preoccupato per la presenza inquinanti che potrebbero minacciare la stagione balneare di Forte. Dall'altro c'è la vice sindaca di Pietrasanta Elisa Bartoli: «Ci sono delle lacune, ci sono delle analisi che ci arrivano con parametri dubbi, ci sono delle situazioni che creano perplessità sullo stesso verbale del rilascio delle autorizzazioni, c'è questa nuova classificazione dell'azienda come azienda insalubre di prima classe. Io credo che si debba chiarire prima questi punti. Fatto questo si potrà poi parlare di come utilizzare quel sito». E c’è l’intenzione dei cittadini di realizzare il corteo. —
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