Il lutto
Richiesta di rinvio a giudizio dell’avvocato per estorsione
tribunale: una vicenda delicata che si trascina dal 2012
massa. Si terrà il 7 novembre al tribunale di Massa, l’udienza preliminare per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pm Tommaso Grassi - della Procura di Genova - nei confronti di Silvio Manfredi, avvocato con studio in piazza Aranci, a Massa.
Manfredi, a quanto emerge, è imputato per il reato di estorsione continuata; i fatti che gli sono contestati - e che ovviamente adesso dovranno essere dimostrati - sarebbero avvenuti dall’aprile 2012 ad oggi, con vittime Ivo Guerrini e Donella Madrigali, marito e moglie. Secondo l’accusa, la condotta del legale ha l’aggravante “di aver cagionato alle persone offese un danno patrimoniale di rilevante gravità, e di aver commesso il fatto in danno di persone ultrasessantacinquenni”.
La vicenda - che ha uno strascico in sede civile: la coppia è stata condannata a pagare Manfredi per una cifra di oltre 15.000 euro su una richiesta di 165.000 - verte sull’onorario vantato dal professionista. Il contenzioso si è aperto in seguito a una tragica vicenda. Ovvero la morte a 31 anni di Massimiliano Guerrini, figlio unico di Donella e Ivo, che intorno alle 23 del 25 giugno 1998, mentre era in sella alla sua moto, morì contro un’auto guidata da una 27enne di Carrara sul lungomare di Marina di Massa, davanti al circolo della Vela. L’avvocato Manfredi era il legale della coppia nella causa intentata di fronte al tribunale di Massa per il risarcimento del danno dopo tale luttuoso evento.
È la pubblica accusa, nella richiesta di rinvio a giudizio, a ricostruire le contestazioni nei confronti del legale. e quindi, in merito all’onorario chiesto alla coppia dei genitori, l’avvocato avrebbe ipotizzato un credito di circa 290mila euro, da cui andavano dedotti gli acconti ricevuti. Successivamente, avrebbe ridotto il proprio credito nei confronti di Guerrini da 290.000 a 94.000 euro, di fronte al rifiuto del cliente di pagare (che sosteneva di aver già versato tale importo in contanti e senza emissione di fattura) ha quindi presentato cinque ricorsi per decreto ingiuntivo, avviando le procedure per il pignoramento dell’abitazione dei coniugi a Massa, di una quota di pensione del Guerrini (circa 7.000 euro già riscossi) e di un pignoramento presso terzi (Banca Popolare di Vicenza) di una somma anche questa già riscossa di oltre 17.000 euro. Questa condotta, a detta della pubblica accusa, rientra nell’ipotesi di estorsione. Secondo il pm - che considera fondate le denunce presentate nel tempo dal Guerrini - l’avvocato Manfredi “si procurava l’ingiusto profitto delle somme riscosse”. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio. Come sempre, in questi casi, specifichiamo che questa è la posizione accusatoria. Sarà il gup a stabilire se l’avvocato Manfredi dovrà essere rinviato a giudizio o prosciolto. Appuntamento il 7 novembre in tribunale, per una vicenda che come si può capire è molto delicata. —
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