Il Tirreno

Il congresso regionale di legambiente 

«Le Apuane una vertenza primaria. La resa dei blocchi sia almeno il 30%»

Francesca Vatteroni
«Le Apuane una vertenza primaria. La resa dei blocchi sia almeno il 30%»

Carrara, parla il presidente toscano: «Ci rendiamo conto del lavoro che danno le cave, ma serve un maggiore equilibrio»

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CARRARA. «La questione apuana è una vertenza di primaria grandezza, di grandezza nazionale, per questo Carrara è la sede del nostro 11° Congresso regionale» spiega il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza.. Il presidente regionale di Legambiente approfondisce alcuni aspetti a tema delle Apuane, definendosi insoddisfatto su alcune previsioni di snodo contenute nei Pabe, i Piani attuativi dei bacini estrattivi redatti dall’amministrazione comunale e avviate nel percorso di approvazione definitiva inclusiva della presentazione di osservazioni. In particolare, ciò che allarma Ferruzza sono la questione resa dei blocchi, e le volumetrie per l'estrazione. Ferruzza, punta il dito anche sul parco delle Apuane, invocando una sterzata nei Pabe.

Il Congresso di Legambiente Toscana, quest'anno è di considerevole importanza strategica dato che porterà non solo all’individuazione degli indirizzi politici per il mandato 2019/2023, ma anche alla nomina dei delegati al Congresso Nazionale e all’elezione dei nuovi organi sociali: presidente, direttore, ufficio di presidenza e consiglio direttivo. Sul perché l’associazione ecologista abbia scelto proprio la nostra città, era facile intuirlo: ormai il caso delle Alpi Apuane ha raggiunto un’eco mondiale come dimostra il racconto in “Antropocene-l’epoca umana”, il documentario sull'impatto delle attività umane sul nostro pianeta per un viaggio in sei continenti e in cui compaiono le cave di Carrara e Venezia. Lo ricorda lo stesso Ferruzza. «L’anno scorso il Congresso fu a Campi Bisenzio al culmine delle polemiche e delle manifestazioni contro l’inceneritore dentro il parco della Piana e ad oggi siamo riusciti a convincere il presidente della Regione a realizzare un impianto di selezione dei rifiuti anziché un termovalorizzatore. Ci auguriamo di ottenere gli stessi risultati con le Apuane», aggiunge Ferruzza. Affrontando l'argomento Ferruzza non nasconde la delicatezza della situazione: «Qui il marmo dà da mangiare alla città, tra estrazione e indotto-ammette-il problema è trovare un equilibrio tra sviluppo e un prelievo più sostenibile per l’ecosistema: questo è uno dei territori più fragili, il più ricco di biodiversità, tutelarlo è una missione prioritaria e strategica». Il presidente è lontano da discorsi ideologici e dimostra di riconoscere il peso economico e l’importanza dell’occupazione: «Abbiamo a cuore che i lavoratori siano tutelati-conviene- ma nel rispetto di un minimo di tutela anche dell’ambiente: negli interventi di oggi di Carabinieri forestali e di Arpat ci dicono che laddove sono stati fatti monitoraggi sono state trovate illegalità nell’attività di estrazione: marmettola, inquinamento della falde, ravaneti e così via».

Sulla percentuale di resa dei blocchi, vale a dire quanto i Pabe con questa percentuale consentono di sgretolare la montagna per estrarre il blocco, Ferruzza è chiaro: «Dobbiamo tenere un profilo di maggiore serietà prevedendo almeno un 30-35%: nei Pabe al momento si prevede il 30% per poi prevedere nei commi sotto una serie di eccezioni e di scendere ben al di sotto- lamenta Ferruzza- se dobbiamo tenere dritta la barra sul 30 teniamo il 30!», sprona. Anche le volumetrie estratte sono uno dei punti maggiormente contestati: «E’ stato difficilissimo ottenere i dati ufficiali: negli ultimi 50 anni c’è stata un’accelerazione vertiginosa, insostenibile per le Apuane-ha rivelato Ferruzza, accusando-le previsioni per i prossimi 20 anni sono assolutamente sovrastimate: 60 milioni di tonnellate su 20 anni sono un’esagerazione, dobbiamo trovare una quadra sostenibile. E poi-ha aggiunto-la questione del Parco è importantissima. Il Parco deve fare il parco: quelle cave dentro il parco devono cessare le loro attività estrattive e devono essere spuntate via dai Pabe, non è più possibile che dentro un parco ci sia l’estrazione. Il distretto industriale è una cosa e il parco un’altra: dovrà essere fatto piano piano ma questa è la strada».

Fausto Ferruzza ha poi sottolineato l’importanza dei circoli di Legambiente e le loro competenze: «Il dottor Giuseppe Sansoni (Legambiente Carrara ndc.) insegna nel comitato scientifico nazionale ed è un punto di riferimento: quello che voglio dire è che non stiamo ululando alla luna, abbiamo dati scientifici, non ideologici, motivati e argomentati: diciamo sì allo statuario, sì ai prelievi per l’architettura ma il prelievo deve essere più armonico: dobbiamo prendere in considerazione che possono esistere altre attività». —

Francesca Vatteroni

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