Il Tirreno

dopo l’uscita di cofrancesco 

Bertucci capogruppo E Fratelli di Italia va all’attacco del Pd

Bertucci capogruppo E Fratelli di Italia va all’attacco del Pd

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massa. Il consigliere comunale Antonio Cofrancesco lascia la lista civica Persiani di cui era capogruppo. Presidente del gruppo consigliare, al suo posto, vine eletto all’unanimità l’avvocato Matteo Bertucci.

Ma l’uscita di Cofrancesco accende il dibattito politico. Il segretario comunale del Pd Norberto Riccardi legge la scelta di Cofrancesco come un segnale della poca coesione in maggioranza. A lui replica Fratelli di Italia: «La minoranza cerca sempre di sfruttare a proprio vantaggio ogni piccola polemica che si accenda in una maggioranza che non ha dogmi ed è aperta, al suo interno, al confronto dialettico aperto e schietto». Fin qui, secondo Fratelli di Italia, tutto normale, ma «il segretario del Pd - aggiunge Fdi - prendendo a pretesto la vicenda interna alla maggioranza, vuole provare a rifarsi la verginità perduta negli innumerevoli casini creati nei decenni di governo della città e si mette ad elencare una serie di problematiche che, a suo giudizio, l’amministrazione Persiani non avrebbe risolto in questo anno e mezzo. Un numero di problematiche che in 15 mesi non possono essere state create, ci vogliono anni per arrivare a tale degrado: di chi è la colpa se noi non abbiamo mai governato fino a ieri? Ricordiamo che il piano strutturale, concepito dopo 30 anni, lasciato nel cassetto per altri 10 anni fino all’approvazione burrascosa e poi mai inviato in Regione, consentirà la nascita di un nuova città». E sulla sanità: «La questione non può prescindere dal denaro che la Regione non eroga alla nostra provincia, siamo gli ultimi da sempre e i comunisti di Firenze, compagni del Pd, ci trattano come vassalli e non parliamo del Noa o del disagio di chi fa sport». Fratelli di Italia cita i problemi allo stadio, al palazzetto, alla piscina, al camposcuola: «Sarebbe troppo lungo l’elenco di tutte le schifezze lasciate da quelli che hanno governato città per talmente tanti anni da percepirla come una proprietà che poteva anche essere lasciata andare in degrado. Gli stessi che adesso gridano allo scandalo di cui loro stessi sono gli artefici». —



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