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“Il peccato” di Konchalovsky in anteprima mondiale a Roma

David Chiappuella
“Il peccato” di Konchalovsky in anteprima mondiale a Roma

Il film del regista russo dedicato a Michelangelo è stato in parte girato in città e alle cave E ha anche un interprete carrarese: Giorgio Bernieri

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CARRARA. Giovedì 28 novembre uscirà nelle sale italiane “Il peccato”, film che il grande regista russo Andrej Konchalovsky (82 anni compiuti lo scorso 20 agosto, 57 di carriera, un Leone d’argento a Venezia nel 2016 con “Paradise” e uno nel 2014 per “Le notti bianche di un postino”) ha dedicato a Michelangelo. La pellicola, però, sarà proiettata in anteprima mondiale domenica 27 ottobre alle 17 all’Auditorium della Musica, alla Festa del cinema a Roma, come anticipato dal Tirreno “Culture” di ieri. Nella nostra città è ambientata una scena di matrimonio, girata in piazza Duomo ed anche i castelli Malaspina di Massa e Fosdinovo sono stati utilizzati per le riprese. Il carrarese Giorgio Bernieri, inoltre, interpreta un ruolo di un certo rilievo nel film, vestendo i panni di un inquietante mendicante gobbo, le cui improvvise apparizioni suscitano ogni volta paura e smarrimento in Michelangelo. Le scene in cava, invece, sono state filmate sul monte Altissimo di Seravezza: alla cava Mossa, il ravaneto della Cabina nera e le cave Cervaiole. Ne “Il peccato”, infatti, Konchalovsky ha voluto celebrare sia il genio dell’artista che gli umili cavatori delle Apuane, impersonati da gente comune scelta appositamente tra Carrara e la Versilia. «Nel film -aveva anticipato il cineasta- ci sarà soprattutto gente presa dalla strada. Metà del cast arriva da Carrara: facce fantastiche, personalità forti. I carraresi vivono nelle montagne senza mescolarsi agli altri, producono marmo da oltre duemila anni. Sono uno dei primi esempi di proletariato: sono una società che è una classe. Non dimentichiamo che l’anarchia sindacalista è nata qui e che qui i partigiani lottarono con grande forza contro fascisti e nazisti».

Per assimilare la complessa realtà delle cave al regista è stato molto utile il libro “Sogni di marmo”, scritto da Costantino Paolicchi. Nel film, prodotto dalla Fondazione Konchalovsky e da Jean Vigo Italia con Rai Cinema, Michelangelo è interpretato da Alberto Testone; Massimo De Francovich veste i panni di papa Giulio II ed Umberto Orsini quelli del marchese Malaspina. — David Chiappuella

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