Gioco
Caso Cofrancesco Persiani sotto attacco Frangia di Fi minaccia di lasciare la coalizione
Pd e Alternativa civica: giunta a trazione leghista al capolinea Si parla di rimpasto, “Città in Comune” chiede le dimissioni
MASSA. “Amministrazione incapace”. Maggioranza al capolinea”. “Subito rimpasto”. “Persiani si dimetta, si torni al voto””. L’uscita dal gruppo di maggioranza del consigliere Antonio Cofrancesco (che era capogruppo della lista del sindaco) accende lo scontro nel centrodestra, dà nuova voce alle opposizioni e mette il governo cittadino a trazione leghista al centro di un tiro al bersaglio finora mai visto in questa “legislatura”.
E l’attacco più pesante arriva dal fianco destro. «Le dimissioni di Cofrancesco evidenziano ciò che da mesi denunciamo: l'incapacità di questa amministrazione di governare la città e di rispettare gli accordi e le promesse fatte in campagna elettorale ai cittadini», dicono Roberta Dei, consigliera comunale di Fi, Mauro Rivieri, del coordinamento provinciale azzurro e Mario Cipollini, di Fi di Montignoso. L’uscita di Confrancesco, proseguono, fa emergere «il modo con cui Persiani gestisce l'amministrazione: poca collegialità ma decisioni prese da un ristretto cerchio magico che fa capo alla Lega. Non dimentichiamo la cacciata del vicesindaco Guido Mottini e dell’assessore Eleonora Lama di cui ancora oggi non si conoscono i reali motivi, e l'incredibile storia della Dei, per un anno lasciata fuori dal consiglio a causa di una votazione del consiglio presieduta e voluta da Persiani, votazione che la magistratura ha ritenuto irregolare e sbagliata». Gli esponenti di Fi chiedono dunque un rimpasto in giunta» in cui «Fi deve avere un ruolo da protagonista, con l'assegnazione di quegli assessorati promessi da Persiani e mai visti. Ci auguriamo che il nostro capogruppo Giovanni Ronchieri sia in grado,almeno in questa occasione, di far rispettare gli impegni presi dal sindaco». Di più: « In base al risultato che Fi otterrà da questa vicenda dipenderà se noi come gruppo continueremo a far parte della coalizione di centrodestra». Una minaccia di crisi.
Norberto Riccardi, segretario comunale del Pd, offre un’analisi, guarda caso, in linea con Fi: «Questa vicenda dimostra, se ce ne fosse bisogno, quanta poca coesione politica, registri la maggioranza di centrodestra. All'immobilismo della giunta, incapace in un anno e mezzo, di indicare concretamente una idea di città, si aggiunge una vera e propria crisi nella maggioranza». La città, aggiunge, «non merita una giunta che vive alla giornata, senza alcuna prospettiva e senza un'idea di futuro».
Di “maggioranza allo sbando” parla anche Massa Città in Comune: «Crediamo che Persiani debba riconoscere che la sua maggioranza non c'è più. Sciolta all'ultimo tiepido sole autunnale. Se al momento della sua elezione 7 elettori su 10 non avevano espresso preferenza nei suoi confronti, crediamo che oggi questi numeri siano per lui peggiorati. Sarebbe bene per l'avvocato, presentarsi dimissionario in consiglio comunale, rimettere il proprio mandato e far tornare i massesi al voto».
«Di fronte ad un quadro così desolante, sembra già di essere al tramonto di una stagione politica che prometteva novità, il centrosinistra, per il bene della città, deve ritrovare l'unità e costruire un percorso condiviso in grado di ridare una prospettiva alla nostra comunità», dice a sua volta Andrea Barotti di Alternativa civica, così chiarendo anche che ogni “endorsement” con la maggioranza della sua lista è cosa sepolta. «Le fratture che indeboliscono il centrodestra – argomenta ancora – derivano anche dalle scelte compiute dal sindaco Persiani che non ha individuato gli assessori, con rare eccezioni, tra i candidati delle sue liste: una scelta che non ha considerato la rappresentatività di chi siede in giunta, dal punto di vista politico un grave difetto. In una giunta dove gli assessori siedono in forza del risultato conseguito, vi può essere qualcuno che alzi la mano per esprimere la propria contrarietà a scelte che ritiene sbagliate. Questa amministrazione non è capace di ascoltare la città e non sembra essere in grado di affrontare i problemi della città, come da ultimo dimostra la crisi delle attività sportive generata dallo stato pietoso in cui versano gli impianti cittadini. —C.F.
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