La protesta
Sempre aperto e un sorriso per tutti così il Caffè Crema “presidia” via Roma
Ieri flipper e spuma, oggi cocktail, aperitivi e anche cene Cristina Bencivinni: il mio lavoro? È accontentare tutti
CARRARA. È l'unico bar sempre aperto, tutti i giorni della settimana e tutti i giorni dell'anno. Per Cristina Bencivinni del bar "Caffè Crema" di via Roma non ci sono feste che tengano: la parola d'ordine è dare un servizio al cliente. E lo fa restando sempre aperta con orario continuato dalle 7 del mattino fino alle 21 tutti i giorni della settimana e per tutto l'anno. Lo fa per passione, ama il suo lavoro e adora vederlo pieno di gente. Non potrebbe mai rinunciarci. Una donna che si è rimboccata le maniche e dopo aver preso la gestione del bar di famiglia ha trasformato il locale in base alle esigenze e ai gusti della sua clientela.
Il Crema, aperto nel 1949 dalla signora Ada Granaiolo, venne rilevato nel 1975 dai coniugi Rosanna Viaggi e Giuseppe per tutti Pino Bencivinni , i genitori di Cristina e Franco (anche lui impegnato nella gestione del bar di famiglia), In quegli anni il locale era completamente diverso. C'era una sala giochi con flipper e videogiochi molto frequentata dai ragazzi. Le specialità erano panini con i wurstel, spuma e frappè.
«C'era la fila fuori del locale - racconta Rosanna che ha lasciato la gestione quindici anni fa - mi ricordo che nel pomeriggio passano le mamme dei ragazzi della sala giochi, mi dicevano Rosanna mi raccomando se mio figlio vuole qualcosa glielo faccia che poi passo a pagare. Erano altri tempi e l'ambiente era famigliare. Quando abbiamo iniziato nel 1975 mio marito Pino - scomparso nel 2004 - mi ha insegnato tutto». A Rosanna brillano gli occhi mentre parla del suo locale e di come sua figlia lo abbia trasformato: «Per me è un orgoglio vedere come è diventato il bar - prosegue Rosanna - Cristina ha avuto il merito di cambiare ogni anno qualcosa. Ai miei tempi lo vedevo buio e ora è luminoso. Non mi sarebbe mai venuto in mente di fare una cosa del genere. Adesso mi godo tutto, vengo a pranzo qui e mi metto a guardare cosa sono riusciti a fare i miei figli. Sono orgogliosa. E non è una cosa facile. Ai miei tempi era molto più facile realizzare. Oggi ci sono spese, tasse e la clientela è più esigente. Ma al Crema c'è sempre un sorriso e si cercano di accontentare tutti».
E non tutti forse ricordano che nel 1999 al bar Crema qualcuno vinse la bellezza di 22 miliardi del vecchio conio, giocando una schedina del Superenalotto da sette mila lire compilata da Franco Bencivinni. Non si è mai saputo chi sia stato questo fortunato vincitore, ma in suo onore al Crema venne organizzata una festa. Tornando ai nostri giorni in questo bar del centro città si può fare colazione, pranzare, fare un aperitivo, persino cenare. Il caffè è buonissimo e sia Cristina sia i suoi dipendenti lavorano per accontentare tutti: «Questa è una vita che ti scegli - racconta la titolare - non c'è stipendio che tenga. Si deve essere sempre disponibili perché il cliente viene prima di tutto. Io qua ci sono nata e cresciuta e quando ho deciso di lavorarci ho deciso che questa mia attività doveva funzionare. Ci sono riuscita perché l'ho voluto. La mia gratificazione più grande è avere il locale pieno e vedere le persone soddisfatte. Dopo viene tutto, anche l'aspetto economico. Il segreto è che ti deve piacere e mai lamentarsi. Un obiettivo che l'ha sempre impegnata su vari fronti: chi non ricorda Cristina vestita da Befana a vendere calze di ogni dimensione e per ogni tasca? Per anni ha lavorato al Crema anche Aurora Mosti (figlia di Cristina) che da qualche anno si occupa del suo locale Mind the crepes nella parte alta di via Roma. —
AlessandraPoggi
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