Sicurezza
«Io al guinzaglio non ci sto» Cofrancesco lascia il sindaco di Massa Persiani
Crepe in maggioranza, il consigliere di centrodestra passa al gruppo misto e attacca: disattese le promesse, Lama e Mottini puniti per aver alzato la testa
MASSA. Inizia a perdere i pezzi il gruppo consiliare “Persiani sindaco” : a dire addio alla lista civica che nel 2018 portò in consiglio sei consiglieri, espressione diretta del pensiero di Francesco Persiani, attuale primo cittadino, è Antonio Cofrancesco: «Entro nel gruppo misto, e rimango in maggioranza - dichiara - perché sono stato eletto nel centro destra. Ma al guinzaglio di Persiani non ci sto». Come nei migliori retroscena politici, la rottura si è consumata a tarda sera, durante una riunione del gruppo di maggioranza “Persiani sindaco”: «Ho fatto precise richieste per il bene del gruppo e dei nostri elettori - spiega Cofrancesco - Non mi sono state date risposte e io ho rotto il tavolo».
Tra le richieste al sindaco: l’allargamento della giunta a qualche assessore che fosse scelto dal gruppo consiliare: «Il nostro gruppo è stato da subito considerato l’ultima ruota del carro da Persiani. Per lui conta solo la Lega, da cui si fa dettare l’agenda. Noi, espressione del civismo che lui stesso all’inizio voleva rappresentare, non siamo mai stati consultati per alcuna decisione da prendere. Nessun assessore è stato scelto con il nostro parere. Persiani fa tutto da solo, come un padre padrone, ascoltando soltanto la Lega, perché la teme».
I mal di pancia di Cofrancesco iniziano però molto tempo fa e non riguardano soltanto le nomine: «È vero non abbiamo rappresentanza in Gaia, Master, Erp. Si vede che Persiani non pensava fossimo all’altezza. Ma non è soltanto questo - continua- Molte cose promesse in campagna elettorale sono già state disattese: sicurezza, decoro urbano e tagli agli sprechi, ad esempio. Mi duole ammettere che con la passata amministrazione risparmiavamo di più: il capo di Gabinetto era già nell’organico del Comune e il sindaco non si era dotato di un portavoce. Stiamo parlando di oltre 50mila euro l’anno in più di soldi dei cittadini. Ammetto, che se avessi saputo che gli obiettivi del sindaco erano questi, non avrei messo la mia faccia per portargli voti».
La classica “goccia” che fa traboccare il vaso è però la questione legata alla squadra giovanile della Massese, costretta a giocare sul cemento, perché mancano campi e strutture attrezzate: «Chiesi alla maggioranza una riunione urgente per discutere di questo problema. I genitori dei ragazzi mi avevano chiesto di intercedere. Nessuno mi ha considerato; nessuno si è degnato di rispondere alle mie mail. Solo dopo una settimana, e dopo aver minacciato di creare un caso mediatico, il sindaco ha convocato un tavolo per il 16 ottobre (ieri) alle 17. Troppo tardi per me. Sono già fuori da quella trattativa. Faranno da soli».
Cofrancesco entra anche nel merito di alcune situazioni accadute nelle ultime settimane quando presidenti di commissioni non sono stati coinvolti in attività istituzionali, «forse perché gli assessori - dice - pensano di essere onnipotenti». Dalla sua, Cofrancesco ha la forza di essere un consigliere eletto: «Non come Mottini e la Lama- spiega- i due assessori cacciati dalla giunta. Loro non potevano alzare la testa e quando l’hanno fatto sono stati puniti. Io posso dire ciò che voglio. Non ho paura di lui. Ho un ruolo, perché me lo sono conquistato. Rappresento una fetta di elettorato».
Il sindaco, dal canto suo, non sembra scomporsi più tanto: «Prendo atto con rammarico della decisione del consigliere Cofrancesco - scrive in un comunicato - Una decisione improvvisa e inaspettata e una scelta che tutta la maggioranza, oltre al sottoscritto, dovrà valutare con attenzione e non sottovalutare. Le sue motivazioni- continua Persiani- non appaiono così gravi da risultare insuperabili, e per questo dobbiamo mettere in atto quanto possibile per recuperare la compattezza della coalizione. L’interesse e il benessere dei nostri concittadini vengono prima di tutto e di tutti. Chi la pensa diversamente se ne assumerà la responsabilità di fronte alla città e agli elettori. Sperando che la scelta di Cofrancesco non sia dettata da motivazioni personalistiche, mi confronterò con tutti i gruppi di maggioranza partendo dal principio che il dialogo ed il confronto sono alla base della democrazia”. —
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