Il Tirreno

«Subito il marchio per il “bianco”», l’ultimo appello di Confartigianato

Mirco Felici
◗
Mirco Felici

Carrara, il futuro del lapideo: la proposta di Mirco Felici

2 MINUTI DI LETTURA





Carrara. «Puntualmente, a scadenze regolari, d si ripresenta il solito annoso problema della necessità di costituire un marchio “Marmo di Carrara” a difesa dell'originalità del nostro marmo. Da decenni si aprono animati dibattiti che nulla producono di concreto. La necessità imprescindibile di qualificare il nostro marmo però non riguarda solo chi lo estrae dalla montagna, ma anche chi lo lavora al piano. E credo sia davvero arrivato quindi l'ultimo appello a creare qualcosa di significativo e duraturo per la difesa e la promozione di quanto estraiamo e lavoriamo delle nostre montagne, inn sinergia tra le grandi aziende estrattive e le piccole di trasformazione, che possiedono abilità uniche riconosciute in tutto il mondo, in grado di valorizzare al massimo il marmo estratto». Credo sia davvero arrivato quindi l'ultimo appello a creare qualcosa di significativo e duraturo per la difesa e la promozione di quanto estraiamo e lavoriamo delle nostre montagne, in sinergia tra le grandi Aziende estrattive e le piccole di trasformazione, che possiedono abilità uniche riconosciute in tutto il mondo, in grado di valorizzare al massimo il marmo estratto». Mirco Felici, presidente Confartigianato Marmo Toscana sprona così il territorio sulla questione del marchio del marmo.. Aavere la possibilità di trasformare, scolpire, formare in modo originale un materiale riconosciuto, sostiene, «è la sola possibilità di offrire al mercato un prodotto dal grande vantaggio competitivo. Viceversa , come sta succedendo da decenni in modo sempre più evidente, i mercati dei materiali simili (pietre naturali e non) che sfruttano la scia del nome “Marmo di Carrara” crescono a velocità sostenuta nella nostra incapacità di trovare soluzioni efficaci a difesa di un nostro patrimonio».

Felici ricorda che nel 2003 portò all'allora presidente della Camera di Commercio Norberto Ricci una pubblicità fuorviante di una società produttrice di ceramiche simil-marmo. «Non mi risulta che vennero intraprese iniziative per cercare di stopparla. Sempre in quell'anno, venne costituito il consorzio “Marmo Artistico Carrara” da un gruppo di artigiani carraresi, che aveva lo scopo di garantire la provenienza del materiale e la lavorazione in loco dei prodotti realizzati. La Cciaa sostenne inizialmente l'iniziativa finanziando anche la realizzazione di un Marchio riconosciuto, ma negli anni successivi i consorziati vennero lasciati al loro destino. Inutile dire che dopo 14 anni il Consorzio è stato chiuso».

Confartigianato chiede per questo la riapertura di un Tavolo partecipato da Industria e Artigianato, dal Comune e dalla IMM, per superare «questo stallo che si protrae da troppo tempo». —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa