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«Non priviamo Carrara di altri presidi sanitari»

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carrara. «Prima di abbattere il monoblocco, dovrebbe esserci già un’altra struttura pronta all’uso e operativa. Questa come ultima ipotesi e su di essa non possiamo transigere. Facciamo tutte le valutazioni del caso ma non è possibile privare la città di Carrara di altri presidi sanitari per anni. Questo non lo accettiamo». Lo sostiene il segretario della Uil Fpl, Claudio Salvadori, che ha incontrato il sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale, insieme a una delegazione del sindacato: Chiara Marsili (Uil Fpl), Vittorio Geloni (segretario Uilp) e, per il confederale, Moreno Guelfi. «Ci aspettiamo la fattiva collaborazione del sindaco De Pasquale su questo fronte – prosegue Salvadori -. Abbiamo chiesto che sia fatta un’attenta valutazione perché ogni azione ha una precisa ricaduta sul contesto sociale locale e a Carrara abbiamo un’assistenza sanitaria già abbastanza martoriata dalle decisioni del passato. Su Carrara però devono essere lasciati e potenziati determinati servizi essendo il Noa un ospedale per acuti. Inoltre abbiamo ribadito al sindaco che la categoria deve essere coinvolta da subito in queste situazioni: abbiamo lo storico delle decisioni, affrontiamo le problematiche dei lavoratori quotidianamente e dovremo confrontarci con i problemi riguardanti il personale in futuro. Non possiamo poi dimenticare che sul monoblocco sono stati spesi milioni di euro in lavori eseguiti pochi mesi prima e dopo l’apertura del Noa». Il punto è come muoversi nelle prossime settimane per il futuro della sanità di Carrara, partendo dal monoblocco: «Per noi, come sindacato, non si muove nulla fino a quando la Regione, l’Usl Toscana Nord Ovest e tutti gli enti coinvolti non ci dicono con chiarezza quali sono le alternative in campo – dice ancora il segretario Uil Fpl -. Se si chiude il monoblocco senza che ci sia già un’altra struttura disponibile e operativa si crea il caos. Non è un mistero che per abbatterlo e costruirne un’altra ci vogliono almeno 10 anni. Vogliamo rimanere senza sanità territoriale così a lungo? Di fatto siamo già senza una casa della salute mentre il pronto soccorso del monoblocco potrebbe benissimo essere utilizzato con questo scopo». Una possibilità potrebbe arrivare dalle valutazioni del genio civile sul monoblocco: «Non entriamo nel merito tecnico sulla tenuta antisismica della struttura che non ci compete – conclude Salvadori -, tuttavia dalle verifiche del genio civile il monoblocco non sarebbe antisismico solo rispetto alle sollecitazioni orizzontali. Sarebbe in regola invece per quelle verticali. Ci sarebbe quindi la possibilità di miglioramento sismico che potrebbe essere fatta a blocchi oppure due piani alla volta. Con questa seconda ipotesi cambierebbe tutto ma di nero su bianco non c’ ancora niente. Aspettiamo quindi proposte, cifre, messe su carta perché un miglioramento sismico più veloce e meno costoso potrebbe essere l’alternativa che cerchiamo. Ma servono dati chiari e certificati il prima possibile». —



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