La manifestazione
Libri al deposito ex Bic, «La scelta del macero è di questa giunta»
massa. Il consigliere comunale democratico Stefano Alberti interviene sul caso dei 5.000 volumi conservati in un capannone del Bic e finiti al macero: «Il sindaco - scrive - segue un copione già letto, con l’ennesima accusa rivolta alle precedenti amministrazioni e al Pd, nel puerile tentativo di non affrontare la sostanza della questione, ma di ributtare la palla nella metà campo avversaria. La scelta di inviare migliaia di libri al macero è di questa amministrazione, c’è la delibera di giunta numero 69 del 6 marzo 2019 che parla chiaro: in un passaggio contraddittorio si palesava l’intenzione di mandare al macero libri non usurati o deteriorati ma solo scaricati dal catalogo».
Poi Alberti spiega che la scelta del Bic come deposito è confermata dall’amministrazione: «Il deposito - scrive il consigliere - non può essere inquadrato nelle soli funzioni di ospitare volumi deteriorati, è la stessa delibera ad indicare infatti il Bic come parte integrante del servizio della biblioteca e ad ulteriore conferma - prosegue Alberti - nel sito del Comune di Massa, parlando della struttura e della organizzazione della biblioteca, si spiega che al momento risulta articolata su tre sedi: Piazza Mercurio sede principale; via Alberica per il fondo librario antico e via Dorsale come magazzino monografie e periodici. Per questo, rinnovo alcune richieste: il numero di libri andati distrutti; l’elenco dei libri che sono stati inviati al macero e se lo scarto bibliografico delle 23.500 monografie, dei 1.200 volumi di riviste scientifiche e divulgative e dei 500 volumi di raccolte di quotidiani presenti nell’ex Bic avranno la destinazione del macero come è stato fatto con lo scarto dei libri del deposito di Bondano. Chiedo l’elenco dei libri al macero, di quelli scaricati dal catalogo e di quelli - continua Alberti - che secondo l’amministrazione saranno recuperati». Poi la proposta: «Riscrivere una delibera di giunta che, a tutela dei 18.500 volumi rimasti integri nel deposito Bic, destini a nuova vita i volumi attraverso le molteplici esperienze realizzate da Comuni italiani (donazioni ad enti non profit e istituzioni benefiche, o vendita tramite mercatini appositi) o all’utilità al catalogo della Provincia o alle altre biblioteche della rete Reprobi». —
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