Gioco
Si allunga l’elenco dei negozi che hanno cessato l’attività
carrara. Un grido di allarme dal commercio. Fatto di serrande abbassate, di vetrine spente e di luci che non si riaccenderanno.
Facendosi un giro per la città si notano due cose: i fondi commerciali chiusi sono più di quelli aperti, e ogni settimana, sembra proprio così, chiude una nuova attività. Il bilancio, insomma, si fa sempre più pesante.
Reggono i negozi storici, quelli con la clientela affezionata, ma la parola giusta, sentendo gli operatori, è reggono, tirano a campare.
I nuovi esercizi, quelli che ci provano e sfidano una situazione di crisi che si protrae ormai da tempo, spesso chiudono nell'arco di un anno, a volte nemmeno.
I numeri parlano chiaro.
Nelle scorse settimane a chiuso il punto vendita della catena Ciao Ciao in via Roma, nei mesi scorsi ha chiuso un bar in via Verdi.
Ma l’elenco delle serrande abbassate non si ferma. In questi giorni ha chiuso il forno Bruzzi di Bruna Corsini in piazza Duomo (come riportiamo nell’altro articolo di questa pagina).
In via Santa Maria ha chiuso da circa un mese HeavyBolter, il negozio di giochi da tavolo, di ruolo e fumetti. E ha chiuso da circa due mesi (sulla vetrina c'è scritto cambio gestione) la rivendita Mondo Caffè di via Cavour. Ma ci sarebbero altre attività agonizzanti e in procinto di chiudere come per esempio un noto bar del centro città e un negozio di via Verdi.
Insomma, la grande distribuzione, gli store online ma anche la chiusura al traffico in zone centrali della città sta portando alla morte del commercio.
Una situazione grave con molti commercianti che da anni chiedono di rivedere la ztl o meglio fare alcuni aggiustamenti, come per esempio Andrea Ghinoi che sul suo profilo Facebook e non solo da anni si batte proprio su questo tema. —
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