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Reati in aumento, allarme estorsioni. Violenze sessuali: una denuncia al mese
Il report del Sole 24 Ore segnala anche una crescita di illeciti legati agli stupefacenti. “Stabili” i furti nelle abitazioni
MASSA-CARRARA. Aumentano i reati nella provincia di Massa Carrara: più 4,9% nel 2018 rispetto al rilevamento del 2017: una crescita che fa salire il territorio apuano dal 30esimo all’11esimo posto nella classifica dell’”Italia dei reati”, stilata come ogni anno dal Sole 24 Ore. Un peggioramento deciso, in un quadro nazionale che vede i reati diminuire del 2,4%.
Una provincia meno sicura?. I dati statistici pubblicati dal quotidiano economico consentono di disegnare un quadro più dettagliato della diffusione di illeciti e reati sotto le Apuane, ma non di dare una risposta univoca. Detto che nel corso del 2018 non ci sono stati omicidi volontari e neanche infanticidi – ma tre denunce per tentati omicidi – le tabelle evidenziano una diminuzione dei furti in abitazione, uno dei fenomeni di piccola-grande criminalità che più destano allarme e timori fra la popolazione. Ebbene, nel 2018 ci sono state 461 denunce per 100mila abitanti (poco più di mille in totale) per furti in casa, un numero che vale la 13esima posizione nella graduatoria nazionale.
Nel 2017, però, le denunce furono 542 per 100mila abitanti e in classifica eravamo al settimo posto. In altre parole: i colpi nelle case restano statisticamente tanti, ma sono in calo rispetto all’anno precedente. Dal confronto fra le denunce dei due anni presi in esame, risultano poi più o meno stabili i furti negli esercizi commerciali (123 denunce per 100mila abitanti, 44esima posizione) e le rapine (25 denunce ogni 100mila abitanti, cioè circa 50 i casi denunciati nel corso dell’anno in totale, dato che colloca Massa Carrara al 53esimo posto nazionale). Quanto ai i furti di autovetture, ci sono state 30,8 denunce per centomila abitanti nel corso dell’altr’anno (più meno quanto nel 2017), dato fra i “migliori” in assoluto, 88esima posizione sulle 106 province italiane: Massa-Carrara non è un paese per topi d’auto.
Ma ci sono altre tipologie di reati che risultano in sensibile aumento, determinando così il peggioramento della “performance” di Massa Carrara. A cominciare dalle estorsioni. Quaranta sono state le denunce per reati aventi a che fare con il ricatto, cioè 20,5 ogni centomila abitanti (la provincia conta 196mila anime) dato che ci colloca alla 19esima posizione nazionale. Ed è il confronto con il 2017 a preoccupare: nella precedente rilevazione risultavano 18 denunce, 9,1 ogni 100mila abitanti. Le estorsioni, cioè, sono più che raddoppiate.
Negativo anche il trend per denunce per spaccio di sostanze stupefacenti. 72,4 ogni 100mila abitanti per una non tranquillizzante 28esima posizione nazionale. Numeri ancora meno tranquillizzanti se si tien conto che nel 107 le denunce furono 56,6 (sempre per 100mila abitanti), dato che ci collocava al 59esimo posto. Sono principalmente queste due tipologie di reato: estorsioni e spaccio di droghe a fare salire (in senso negativo) la provincia di Massa-Carrara nella graduatoria nazionale. Con esse, anche le statistiche sulle denunce per incendi (che si presume dolosi): 18 ogni 100mila abitanti, 11esima posizione in Italia. Anche questo un dato preoccupante che, va detto, è in linea, anche se con un peggioramento, rispetto al 2017, quando le denunce per incendi furono molte di più: 38 ogni 100mila abitanti, ma la posizione in classifica era la numero 15 (evidentemente in altre province c’erano state situazioni peggiori).
Tra gli indicatori presi in esame dal Sole, ci sono anche i reati di usura e di associazione di tipo mafioso. Per la provincia di Massa Carrara, tuttavia (e la cosa vale anche per la precedente rilevazione), non ci sono dati disponibili.
Le violenze sessuali, infine: 6,2 le denunce ogni 100mila abitanti, cioè all’incirca 12 nel corso dell’anno, 73esimo posto. Un dato stabile rispetto al 2017. Ma comunque grave. —
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