Il Tirreno

la città che non va 

Piazza Duomo, chiude anche il forno Solo quattro serrande restano alzate

Alessandra Poggi

Gabriella Steffanini del bar tabacchi: andare avanti è dura, senza le macchine, nemmeno in transito, qui non c’è più niente

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Un tempo c'erano attività commerciali in ogni fondo, c'era un via vai di gente con le borse della spesa, i negozi erano il cuore pulsante del centro storico.

Oggi la situazione è desolante: funa sfilata di fondi vuoti, cartelli con scritto vendesi o affittasi ormai scoloriti dal tempo, un susseguirsi di saracinesche abbassate. Piazza Duomo e via Santa maria ormai sono una città fantasma. E come se non bastasse ha chiuso in questi giorni anche lo storico forno Bruzzi di Bruna Corsini in piazza Duomo. Per sopravvivere non è bastato trasferirsi nei locali dove c'era l'edicola. Quella che un tempo era una piazza viva oggi è vuota e silenziosa. O meglio ci sono quattro sopravvissuti: il ristorante delle Zie e la cantina in fondo alla piazza, il bar Tabacchi di Gabriella Steffanini e il circolo Michelangelo all'angolo con via Santa Maria.

Una situazione desolante che ci spiega meglio Gabriella Steffanini: «Andare avanti è faticoso - dice - vedere come è ridotta la piazza mette tristezza, non c'è passaggio e siamo tagliati fuori da tutto. A cominciare dagli eventi. E' impensabile che in una piazza con il Duomo dedicato a Sant'Andrea non mettano delle bancarelle neppure in occasione della fiera. Anzi, durante la fiera qui non passa davvero nessuno. La situazione è degenerata dopo la chiusura al traffico. Non si chiede di parcheggiare le auto, ma almeno di farle transitare da via Santa Maria, magari con delle fasce orarie. La situazione è sempre più preoccupante - continua - perché non si mettono una mano sul cuore e ci aiutano?Mia zia è tornata a Carrara dopo anni e mi ha detto che ha visto una città in declino.In piazza Duomo siamo isolati e dimenticati». Ma ci sono altre zone dove i fondi vuoti vincono su quelli aperti: via del Plebiscito, via Santa Maria, via Ghibellina, piazza Alberica, Via Verdi e via Cavour, l'intera zona di Carrara est. Serve un ripensamento globale del commercio. Questo è certo, come suggerisce Lea Jaluvkovà titolare del circolo Michelangelo di piazza Duomo, e come suggeriscono due suoi clienti, Cristina Fregosi e il pittore Robo: «Siamo un circolo Arci e siamo una sorta di dopo lavoro per artisti, studente e docenti dell'Accademia - dicono Lea e i suoi due clienti- per noi sopravvivere è più facile. Questa piazza ormai è un mortorio non c'è più un negozio o qualcosa in grado di portare gente. Passano tanti turisti per visitare il Duomo e non c'è un negozio di souvenir. La situazione va rivista in tutta la città. Dovrebbero attirare in questa zona le grandi catene, quelle a buon mercato. Inoltre ci tagliano sempre fuori da tutto, dagli eventi, dai mercati, da qualsiasi iniziativa. Persino dalla fiera patronale. ma dove si è mai visto una piazza con una chiesa dedicata al patrono senza le bancarelle della fiera? Qui ci vengono tanti ragazzi, studenti e artisti e quindi vediamo un po' di gente - concludono - sennò sarebbe un vero mortorio». —

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di Redazione web