Oltre 1.700 gourmet al Testarolo Pride L’assesore Lecchini: successo a costo zero
Locali pieni nel weekend, già si pensa all’edizione di primavera E l’organizzazione potrebbe passare a Farfalle in Cammino
pontremoli. Si è chiusa la seconda edizione del “Testarolo Pride”, versione autunnale, e sicuramente è stato un successo con ottime presenze. Si sono registrate circa 1.700 persone nella due giorni di sabato e domenica si sono recati in uno dei dodici ristoranti che proponevano un menu incentrato sul re della cucina pontremolese: ovvero il testarolo. Menù vari che hanno fatto la felicità di chi si è trovato di fronte a questa prelibatezza che unisce la semplicità (gli ingredienti sono solo due: solo acqua e farina) alla complessità della realizzazione perché l’arte di saperlo ottenere in maniera corretta con l’uso dei testi di ghisa non è cosa banale come potrebbe sembrare ad occhi. Una gioia identica sia per chi li ha assaggiati per la prima volta, magari nella versione “classica”, al pesto o con olio e formaggio, sia per chi li conosce a menadito ma ha potuto provare le “rivisitazioni” golose operate dagli chef dei locali coinvolti nell’iniziativa.
Soddisfatto della riuscita dell’evento l’assessore al commercio, Michele Lecchini: «Siamo contenti di come sia andata la due giorni, perché il nostro obiettivo primario è quello di diffondere il nome del testarolo che davvero può rappresentare un volano importante per nostra economia. Comunque la domenica a pranzo i locali erano sold out, si sarebbe potuto fare qualcosa di più il sabato a pranzo ma comunque la risposta è stata positiva in ogni caso». Senza fare graduatorie, sono stati soprattutto i locali più attivi sui social ad attrarre maggiormente. E sicuramente hanno riscosso molto successo le idee fra tradizione e innovazione. Come la “pizza testarolo” proposta dal Country, così come quella proposta dal birrificio “Birra del Moro” del “testarolo da strada”, cotto sui testi al momento dagli addetti della cooperativa “La Guinadese”, poi farcito ancora caldo con stracchino e salumi. Dimostrando che questo tradizionale primo piatto può divenire all’occorrenza uno straordinario “finger food”.
Nella due giorni da segnalare il forte afflusso da fuori della nostra provincia, soprattutto dall’Emilia e dalle zone interne della Toscana, in numero numeri gli “autoctoni” che forse hanno più naturale dimestichezza con il testarolo. Ed ora lo sguardo è già puntato al futuro prossimo, ovvero all’edizione primaverile del “Testarolo Pride” con Lecchini che annuncia il possibile cambio alla guida dell’organizzazione: «Può darsi che a primavera l’organizzazione dell’evento venga affidata ai ragazzi delle “Farfalle in cammino”, vediamo. Intanto non posso che esprimere la mia soddisfazione per una manifestazione che viene realizzata quasi a costo zero e che porta turisti in città e clienti nei ristoranti locali». —
Riccardo Sordi
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