Il Tirreno

Viaggio  nelle scuole

Docce e bagni murati, cantieri e scale posticce: povero liceo Rossi

Chiara Sillicani
Docce e bagni murati, cantieri e scale posticce: povero liceo Rossi

Gli spogliatoi del liceo non erano più a norma: chiuso l’accesso dalla palestra. E sopra l’uscita di sicurezza c’è la rete per evitare la caduta calcinacci

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. La palestra c’è, ma vecchia e malmessa. I bagni, le docce e gli spogliatoi, invece, non ci sono. L’ingresso esterno a quegli spogliatoi c’è, ma - ops - non si può usare: la porta, su via dei Mille, sta in piedi per miracolo.. La scala per permettere l’evacuazione dall’aula magna, beh quella c’era, ma lei che la sicurezza avrebbe dovuto garantirla, sicura non era. Così al suo posto è arrivata una scala provvisoria. L’uscita di sicurezza, quella c’è eccome e sopra ha pure una rete di protezione: non si sa mai cadesse qualche calcinaccio. Ipotesi che, visto le condizioni dell’edificio che ospita il liceo classico Rossi, non può non essere contemplata. La Provincia, che sull’edificio ha competenza, parte dei cornicioni li ha rimessi a nuovo, ma il lavoro non è ancora concluso.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.37749097:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.37749097:1652441867/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Durante “MassainForma”, la giornata dedicata a fitness e benessere, le associazioni sportive lo hanno detto a gran voce: le palestre delle scuole sono poche e malmesse e quella del classico è davvero ko. Ma oltre alla palestra c’è di più. E lo ammette il presidente Massimo Ceccanti: «Da quando sono qui - spiega - questa è la situazione. E mi dicono - aggiunge - che così era anche nei 10 anni precedenti». E in quindici anni di alunni in quella scuola ne sono passati parecchi. Passa il tempo, passano gli alunni, ma nulla cambia. Anzi, peggiora. Il preside fa il possibile per garantire la piena fruibilità degli spazi e se la palestra non ha più spogliatoi, beh lui fa liberare locali nel seminterrato e li allestisce, per quanto possibile, perché i ragazzi possano usarli per indossare tuta e scarpe da ginnastica. C’è anche un bagno: uno solo, piccolo piccolo, per maschi e femmine. Ma tocca accontentarsi.

Poi c’è quella mega asse di compensato bianco in palestra. Meno male che una grande cesta, piena di palloni colorati, fa quel che può per nasconderla. Dietro quel compensato ci sono spogliatoi, bagni e docce. Per decenni a servizio della palestra, adesso è impossibile metterci piede. Distrutti e completamente fuori norma. Del resto basta fare un salto in via dei Mille, per averne conferma. Agli spogliatoi si accedeva - l’imperfetto è d’obbligo - anche da lì. Adesso la porta è chiusa e ad impedire l’ingresso c’è una rete arancione da cantiere. Le reti arancioni sono di casa al liceo Rossi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.37749094:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.37749094:1652441867/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Gianni Lorenzetti, presidente della Provincia che sull’edificio ha competenza, non si nasconde dietro un dito: «So bene quali sono le condizioni del classico Rossi e purtroppo nelle stesse condizioni si trovano molte altre scuole». Lorenzetti, nel gioco dei ruoli, non si sente la controparte di studenti e genitori perché - spiega - «siamo tutti sulla stessa barca». La barca - spiega - di una «provincia a cui, dopo la riforma Delrio, si sono tolte risorse, conservandone le competenze. Competenze - rafforza - su ambiti fondamentali come le scuole e le strade. Senza risorse, siamo costretti a puntellare, a rabberciare. Propongo gli stati generali della scuola, sono pronto a scendere in piazza con gli studenti. Le Province così concepite non sono messe in condizione di lavorare». Né lo sono gli studenti. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa