Il Tirreno

l’indagine della procura 

Sospeso dal suo team il coach accusato di molestie

L.R.D.
Sospeso dal suo team il coach accusato di molestie

Allenava una giovanile di pallavolo lombarda, è celibe e non ha figli. Per lui nessun provvedimento restrittivo giudiziario

3 MINUTI DI LETTURA





massa. È arrivata con un leggero ritardo rispetto alle cose massesi, ma alla fine la notizia dell’indagine sul coach di 47 anni accusato da dieci bambine di averle molestate durante un campeggio estivo è arrivata anche nella sua regione, la Lombardia. L’uomo allenava una squadra giovanile femminile di pallavolo, assunto a settembre come vice allenatore: «Abbiamo appreso la notizia venerdì e abbiamo deciso di sospenderlo finché le cose non si chiariscano», spiega il presidente della società lombarda.

In questa delicata fase delle indagini, per tutelare soprattutto le minori, non riporteremo il nome della società né quello di allenatore e presidente, per evitare di rendere riconoscibili i protagonisti.

Nel colloquio che hanno avuto l’allenatore ha declinato ogni responsabilità. «Sostiene di non avere fatto nulla - spiega il presidente - se che il suo avvocato è fiducioso che la cosa si chiarirà. Nel mese che è stato con noi non c’è stato nessun problema, c’è stato segnalato dal selezionatore provinciale. È stato soltanto un mese, non si è nemmeno seduto in panchina. Per conto mio posso dire che è una persona molto tranquilla, ma è chiaro che non potevamo ignorare l’indagine. Quando si chiariranno le cose poi vedremo».

Non è stato preso nessun provvedimento restrittivo finora dalla procura, ma l’allenatore intanto non continuerà la stagione appena iniziata. In attesa chiaramente che la vicenda si chiarisca e per questo sarà fondamentale l’incidente probatorio accolto dalla giudice per le indagini preliminari Marta Baldasseroni e durante il quale dovrebbero parlare quattro bambine, tutte di origini fiorentine, che hanno accusato l’uomo di averle toccate e molestate una notte di luglio scorso.

Negli ultimi anni, emerge ancora dalla sua scheda sportiva, l’allenatore ha guidato diverse squadre under 18,16 e 12. E nessun tipo di problema pare sia sorto durante questi anni. «Per me rimane innocente fino a prova contraria chiaramente - spiega il presidente della squadra dove è stato appena un mese - ma sarà dal tribunale che a questo punto dovranno arrivare delle risposte».

L’uomo è celibe, non ha figli ed è molto conosciuto nel mondo del volley lombardo. Che ha reagito decisamente con sorpresa alla notizia delle indagini.

Le testimonianze delle quattro bimbe, che hanno dai 9 a i 12 anni, sono sembrate agli investigatori decisamente concordi. I fatti raccontati, la notte che hanno trascorso con l’uomo che passava da una stanza all’altra, sembrano avere un filo narrativo coerente. «Ci sono ancora molti elementi da valutare - spiega l’avvocato dell’uomo, il legale di Parma Giuseppe Tricarico - e saranno gli incidenti probatori a chiarire meglio ». Le testimonianze raccolte dalle bambine devono ora essere ripetute davanti al giudice, come da richiesta del pm Marco Mansi. L’incidente probatorio è un passaggio “tecnico” che prevede che le prove vengano assunte come nel dibattimento. Venerdì scorso, quando doveva essere conferito l’incarico a una psicologa che assisterà all’incidente probatorio, c’è stato un rinvio. —

L.R.D.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa