Italia
Sinistra in piazza per chiedere lo stop all’aggressione turca
Massa. La necessità di una risposta immediata all’invasione dei territorio del Rojava e della Siria del nord da parte dell’esercito turco. Tante le forze di sinistra che si sono mobilitate, con un chiaro intento: fare pressione sui nostri apparati diplomatici e politici perché prendano posizione contro l’aggressione.
Erano in tanti a protestare in piazza Bertagnini ieri: Accademia della Pace, Cgil, Cisl e Uil, i Pd, Left, Sinistra italiana, Mdp, Movimento giovnaile della sinistra, Giovani Democratici Massa, Casa Rossa, Partito Comunista, Usb,Èviva, l'Astrolabio, la coperta della pace, Articolo Primo, Semicattivi, Movimento Federalista Europeo, MurAperte.
«La rivoluzione del Rojava, nel caos della guerra contro l’Isis, è stata in grado di costruire una società nuova, libera ed egualitaria, basata su principii di convivenza di culture e religioni, femminismo ed ecologismo, creando esperienze di autorganizzazione popolare innovative, attirando così nelle file delle Forze Democratiche Siriane, in particolare nelle YPG e YPJ a maggioranza curda, combattenti volontari da tutto il mondo, desiderosi di unirsi alla causa curda. Di questi volontari, ricordiamo Giovanni Francesco Asperti, 53 anni di Bergamo e Lorenzo Orsetti, detto Orso, 33 anni di Firenze, caduti per mano dell’Isis rispettivamente nel dicembre del 2018 e nel marzo del 2019», spiegano gli attivisti.
Le richieste sono diverse: che il governo italiano riconosca come interlocutore diplomatico la repubblica di Rojava e ne chieda la partecipazione ai tavoli aperti sulla crisi dell’area; un’azione diplomatica che porti alla fine delle ostilità; l’interruzione della vendita di armi dall’Italia alla Turchia e la rimozione del Pkk curdo dalla lista delle organizzazioni terroristiche, come peraltro già sancito dal tribunale dell’Unione europea nel 2018.
Le iniziative non si fermano. Martedì alle 18, associazioni, sindacati, forze politiche della città organizzano un presidio in Piazza Aranci a sostegno del popolo curdo. «Viviamo con angoscia queste ore nelle quali si sta minacciosamente aggravando la situazione al confine tra Turchia e Siria, -scrivono gli organizzatori del sit-in - una regione già funestata da una guerra cruenta». —
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