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Premio Anita Fiaschi, i volti e le storie della preview
Grande attesa per il riconoscimento letterario che sarà conferito il 26 ottobre Intanto sono state esaminate dalla giuria le varie opere che sono in concorso
CARRARA. Si è svolta presso il polo delle arti di San Martino, sabato pomeriggio, la preview del primo premio letterario di Carrara, il Premio letterario Anita Fiaschi, dal nome della prima donna scultrice laureatasi all’Accademia di Belle Arti, ideato da Emma Castè e Francesca Vatteroni. . E proprio nella sede dell’Accademia si celebrerà il 26 ottobre, la cerimonia vera e propria con la lettura dei voti espressi dalla giuria e sigillati in busta chiusa, con l’assegnazione dei premi dei vincitori.
Un appuntamento, questo di sabato che ha anticipato la cerimonia, per dare la possibilità al pubblico di assistere a una panoramica delle candidature delle sei sezioni in gara, narrativa, arte, architettura, saggio giornalistico, teatro e cinema.
Tutto declinato in tema di migrazione. Sono stati proiettati i trailer dei film e dei documentari, letti passaggi dei romanzi e i saggi giornalistici in gara per un tema, quello dei migranti, che le candidature hanno raccontato sotto luci diverse, cambiando prospettive, epoche e sentimenti: dalla paura del popolo italiano alimentata dall’inadeguata risposta delle istituzioni raccontata dalla penna di Aldo Cazzullo, alle vicende drammatiche di Ventimiglia e la risposta francese alle pressioni presso la frontiera, alla commedia brillante di “My Italy” il film che racconta l’arte straniera nel nostro Belpaese, al teatro sociale raccontato a Carrara.
Fino in Etiopia, fino al teatro d’autore con il testo di Lina Prosa prima drammaturga italiana a essere messa in scena alla Comedie Francise e insignita nel 2016 di Chavalier des arts et des lettres e fino alla maestosità dell’Arco di Palmira ricostruito dalla nostra Torart.
Insomma un programma vasto per un progetto che spera. Presenti alla preview ma che non mancheranno alla cerimonia in Accademia, gli scultori Aidan Salakhova e Isao Sugiyama, le immagini delle cui opere sono state ammirate dal pubblico e dalla giuria in sala.
In attesa dell’arrivo sabato 26, del giornalista Marco Menduni, caporedattore del Secolo XIX, autore tra l’altro di un reportage sulle morti bianche proprio sul nostro territorio, dell’architetto Mario Cutuli fratello della giornalista del Corsera Maria Grazia Cutuli, di Michele Di Mauro il medico chirurgo autore di uno dei romanzi in gara dedicato al sacrificio dei lavoratori italiani nelle miniere di carbone in Belgio, di Giuseppe Catozzella autore di uno degli altri romanzi in concorso, di Matteo Raffaelli candidato nella sezione cinema, dei genitori di Marco e Gloria, il nostro Fabio Evangelisti, la compagnia tanto carrarese quanto interculturale Stradevariei ragazzi periti nell’incendio della Grenfell Tower di Londra. —
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