Il dolore
Carrara, in dieci anni giù il valore delle case: la montagna arriva a perdere il 50%
Trend negativo tra centro e periferia, perdono di più gli appartamenti economici. In discesa anche gli immobili a Marina
CARRARA. Per chi vuole comprare casa si propone un periodo interessante, quantomeno a guardare la forte discesa dei prezzi delle case nell’ultimo decennio secondo le quotazione fornite dall’agenzia delle entrate. Una tendenza generalizzata, “la crisi del mattone”, ma che ha un andamento specifico a Carrara: crollano i prezzi minimi soprattutto in centro, a Marina e nelle zone Montane. Proprio di quest’area è il record negativo: prezzi minimi addirittura dimezzati tra il 2008 e il 2018.. Se si possiede un immobile in centro la situazione non è esaltante. È trascorso un decennio che è stato decisamente più positivo per i compratori. Anche se, proprio l’erosione dei risparmi e dei redditi ha in realtà contribuito in maniera importante a un andamento decisamente prudente del settore immobiliare.
Se il prezzo minimo di una casa a metro quadro era di 1100 euro nel 2008, al volgere del decennio arriva ascendere fino a 850 euro. Una differenza totale di 250 euro. E una variazione del -22,7%.
Meno evidente, ma non per questo invisibile, la discesa dei prezzi massimi nella zona centro. Se il prezzo massimo a metro quadro era di 3000 euro nel 2008, due lustri dopo la situazione cambia e si scende ai 2600 euro al metro quadro. Una contrazione del -13,3%.
Interessante anche valutare il massimale tra le cifre massime e quelle minime. Se la differenza tra un appartamento al top e uno al minimo di mercato dieci anni fa era di 1900 euro al metro quadro, nel 2018 il divario si è ridotto arrivando a 1750 euro.
In questo caso si sta tenendo conto sia delle abitazioni civili che di ville e villini, che chiaramente sono quelle che fanno il prezzo massimo sul mercato. Per le abitazioni civili oggi in centro si va da un minimo di 850 a una massimo di 1250 euro, mentre per ville e villini si va dal minimo di 1750al massimo di 2600 euro al metro quadro. Va detto che l’agenzia delle entrate nel 2008 consideravo come centro anche le zone di Avenza, Fossola, Nazzano e Bonascola che ora ha diviso e poi riunito con altre aree.
Va molto male la zona montana, dove il deprezzamento è pesante: le case valgono la metà se si guarda ai valori minimi del 2008. Chi cercava o vendeva una casa poteva contare su un minimo di 1300 euro a metro quadro. Nel 2018 questo valore si è letteralmente dimezzato: 650 euro. Stiamo parlando di quelle che l’agenzia delle entrate definisce “abitazioni di tipo economico”. E se il valore massimo lo fanno le vile e i villini, con un incremento dell’1%, si dovrà notare come un’abitazione di tipo economico fino al 2008 arrivava fino ai 1500 euro mentre al giorno d’oggi non va oltre i 970 al metro quadro.
C’è poi Marina di Carrara, che nel 2008 era considerata fascia centrale e ora è registrata come suburbana. Allora un appartamento normale valeva tra i 2190 e i 2470 al metro quadro. Oggi si parte dai 1750 euro ai2500 massimi. Complessivamente, considerate tutte le tipologie di case, un calo del 28,9% per i prezzi minimi e dell’8,8% per i massimi. E stabili, ma con lieve perdita, sono anche ville e villini. —
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