Il Tirreno

lettera aperta dell’ingegner benocci 

«Bene l’appello sulla chiesetta di Marina»

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CARRARA. «Fra i vari articoli del vostro quotidiano - scrive in una nota l’ingegner Remo Benocci - mi si evidenzia con un certo stupore quanto scritto dal nostro concittadino Paolo Cucurnia in merito alla vicenda della chiesetta di San Giuseppe a Marina e a tutta la spoliazione perpetrata. Marina di Carrara - aggiunge - è una cittadina relativamente giovane per cui non può vantare opere di pregio proprie nè tantomeno vestigia importanti, per le quali basta sollevare un sasso o abbattere un muro per trovare reperti del passato o affreschi di illustri maestri. Abbiamo quel poco che abbiamo e se da un piccolo edificio, in questo caso una modesta chiesetta, polo religioso della cittadina di 250 anni fa, togliamo la pala d'altare, i sovrastanti angeli, la campana, le panche, mi dicono pure un piccolo organo, mi chiedo cosa ne resti. E soprattutto, perchè? Viaggiando con una certa frequenza noto in vari posti, e in Toscana in particolare, una ricerca quasi spasmodica degli antichi valori, edifici, costumi, feste, ricorrenze, ballate e noi marinelli dobbiamo assistere allo, mi sia consentito, "scempio" di cui sopra, in silenzio?».

Insomma, l’ingegner Benocci si associa al Tirreno per aver lanciato l’appello, con l’auspicio che possa essere fatta chiarezza. A quanto emerge, non è escluso che prossimamente possano esserci dei sopralluoghi per valutare la sistemazione dei beni contenuti all’interno dell’edificio religioso. —



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