Il Tirreno

la questione aperta 

Salta la Commissione e il palazzetto non apre al pubblico

Camilla Palagi
Salta la Commissione e il palazzetto non apre al pubblico

Non si sa ancora  dato sapersi se per il torneo nazionale di taekwondo in programma  il 23/24 novembre ci sarà l'autorizzazione

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massa. Ancora nessuna novità sull'apertura al pubblico del palazzetto dello sport. Ieri è saltata la Commissione di vigilanza pubblico spettacolo a causa della mancanza di una componente del gruppo. Voci non confermate parlano dell'assenza, al tavolo, dei vigili del fuoco. Dalla stazione provinciale del nucleo, il comandante Calogero Daidone - contattato da Il Tirreno - dichiara di non voler intervenire sulla vicenda. Le bocche sono più che cucite in merito a quanto si sta muovendo attorno al palasport e l'imbarazzo cresce perché, tra un mese, è previsto un torneo di livello nazionale di taekwondo. Ma non è ancora dato sapersi se per quella data, 23 e 24 novembre, tutto sarà effettivamente pronto: cioè se le porte del palazzetto saranno aperte al pubblico. Quelle quattro mura, fresche di vernice, somigliano ormai ai quattro petali di un fiore all'occhiello, quello della passata amministrazione, che tardano a schiudersi.

E nel merito intervengono anche i consiglieri del Movimento Cinque Stelle. «Da quanto appreso stiamo ancora aspettando le autorizzazioni per il completo uso della struttura del palazzo dello sport», commenta il consigliere comunale del Movimento Paolo Menchini. Ad oggi, continua la consigliera Luana Mencarelli, la struttura viene «utilizzata a porte chiuse a causa di prescrizioni della Commissione di vigilanza pubblico spettacolo che ad esempio ha rilevato carenze sulla fruibilità da parte dei portatori di disabilità che, da quanto si dice, sembrerebbe non essere l’unico problema a bloccare l’apertura al pubblico del sospirato palazzetto». E ancora: «L’opera incompiuta di Volpi è stata portata a conclusione da Persiani che gli ha inflitto però un nuovo colpo non riuscendo a trovare un accordo con la storica società Pallavolo Massa che militando in A2 richiedeva un uso prioritario della struttura, trovando finalmente logicità nell’uso di quel tappeto di cui ancora tanto si parla. Questo ha determinato la cessione del capitale sociale ad una società di Calci, perdendo definitivamente la possibilità di avere il campionato a Massa. Un vero paradosso, ora che “forse” abbiamo una struttura perdiamo la nostra migliore squadra». —. Camilla Palagi
 

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