Il Tirreno

MASSA

Indagine per molestie sul coach di volley, il racconto di 6 bimbe al giudice

Chiara Sillicani
Indagine per molestie sul coach di volley, il racconto di 6 bimbe al giudice

Affiancate da una psicologa, le ragazzine ricostruiranno la notte al campus estivo. Le famiglie: preferiamo non parlare

2 MINUTI DI LETTURA





La mattina del 4 luglio hanno raccontato tutto ai coordinatori del campo estivo: hanno riferito dell’allenatore di volley entrato nelle loro camere. Hanno raccontato dei pantaloncini abbassati, della spallina della canotta sfilata, dei pizzicotti, dei grattini. Lo hanno raccontato anche agli uomini della squadra mobile. Ma sono piccole per raccontarlo ancora, davanti ad un giudice e ad un pubblico ministero. La loro ricostruzione, però, è fondamentale, indispensabile per il prosieguo delle indagini, per capire cosa sia accaduto veramente quella notte, al campus estivo, in una struttura del nostro litorale.

Ecco quindi che Marco Mansi, il pubblico ministero titolare delle indagini, chiede e ottiene dalla giudice Marta Baldasseroni che le bambine siano ascoltate in incidente probatorio, in ambiente protetto. Se si dovesse arrivare a processo, gli esiti di quell’incidente varranno comunque come prove costituitesi a dibattimento. Un modo per tutelare le bambine.

Il pm l’incidente lo chiede inizialmente per 4 bambine. Ma a richiesta già inoltrata, di denunce ne arrivano altre 2: stesso racconto, stessi dettagli. Decide quindi di estendere l’incidente a tutte e 6 le bimbe, di età compresa tra i 9 e i 12 anni. Una psicologa, nominata dal giudice, affiancherà le ragazzine e verificherà la loro capacità di sostenere l’iter processuale e «la genuinità del loro ricordo».

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.37732618:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2019/10/11/news/coach-di-pallavolo-accusato-di-violenza-sono-10-le-bambine-vittime-di-abusi-1.37732618]]

Quindi, alla presenza della stessa psicologa, in uno spazio protetto, le bambine saranno invitata a raccontare e ricostruire. Le loro dichiarazioni, i loro racconti saranno l’elemento centrale, quello che potrebbe imprimere una svolta nell’indagine alleggerendo la posizione dell’allenatore indagato o confermando la iniziale ipotesi accusatoria di violenza sessuale. Le famiglie delle sei bambine che ricostruiranno l’accaduto in incidente probatorio sono assistite dall’avvocatessa Katia Rocca del foro di Firenze. È proprio l’avvocatessa a spiegare che il riserbo è totale: «Le famiglie - spiega - non vogliono rilasciare alcuna dichiarazione». Massimo riserbo a tutela delle bambine e della loro serenità.

E massima discrezione anche da parte dell’avvocato Giuseppe Tricarico, del foro di Parma, difensore dell’allenatore. Il coach è venuto a conoscenza della inchiesta a suo carico nei giorni scorsi quando gli è stata notificata la richiesta di incidente probatorio: «Al momento - spiega il legale - non possiamo rilasciare alcuna dichiarazione anche perché ancora non si conoscono tutti gli atti. È importante ricordare che siamo in fase di indagine, non stiamo parlando di un fatto conclamato. I fatti vanno ricostruiti. Dobbiamo evitare di additare una persona». Al momento, infatti, l’allenatore è solo indagato a piede libero e gli accertamenti della Procura sono ancora in corso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa