Attenzione
Del Vecchio (Cgil): «Su Sanac interessa solo il profitto»
Il sindacalista ripercorre le tappe della vicenda che coinvolge 120 lavoratori. Il 13 novembre l’incontro al Mise, dove Arcelor Mittal non si è mai presentata
«Sul piatto della bilancia non ci sono ambiente e lavoro, ma profitto ad ogni costo e salute e sicurezza dei lavoratori».
Nicola Del Vecchio, segretario generale Filctem Cgil di Massa-Carrara, interviene in merito alla vicenda dell’azienda Sanac che in questi mesi lo ha visto lottare in prima linea, insieme ai rappresentanti di tutte le altre sigle sindacali cittadine, per la salvaguardia dei centoventi posti di lavoro dello stabilimento industriale massese, e al contempo sull'acquisizione completa dell'intero gruppo da parte della società Arcelor Mittal.
Il sindacalista interviene ripercorrendo le tappe che hanno portato la vertenza ad approdare sul tavolo del ministero dello Sviluppo Economico, a Roma. Una vertenza per salvaguardare i posti di lavoro che si è sviluppata, mese dopo mese, senza che il colosso per la produzione di acciaio si presentasse agli incontri convocati sul futuro di Sanac, per dare certezza ai lavoratori coinvolti.
Rendendo controversa e difficile una trattativa tra due soggetti, uno dei quali però sostanzialmente invisibile. O meglio: un soggetto rappresentato da tre “commissari”. «A maggio – scrive Del Vecchio - quando tutto sembrava mettersi sui giusti binari, la messa in discussione della cosiddetta immunità penale sul sito di Taranto aveva condotto Arcelor Mittal a chiedere una proroga sull’acquisto, proroga concessa dai commissari a seguito del rinnovo della fideiussione a garanzia, come da noi richiesto più volte, del mantenimento di tutto il battente occupazionale».
I mesi passano, e i commissari prorogano l'acquisto. «Il 25 settembre scorso abbiamo appreso della volontà di Arcelor Mittal di prorogare ulteriormente l’offerta di acquisto nonostante l’immunità penale sia stata reintrodotta. Anche in questo caso, a seguito di una richiesta avanzata al tribunale, è stata concessa la possibilità di mantenere l’attività. I commissari a quel punto, come da noi sempre richiesto, hanno preteso l’estensione della garanzia fidejussoria con il mantenimento dell’impegno di assunzione di tutti e 350 i lavoratori, garanzia che è arrivata la sera del 30 settembre scorso, ultimo giorno utile. Una garanzia che a noi è stata comunicata il primo ottobre mentre stavamo manifestando per le strade della città».
Il 13 novembre prossimo è il giorno dell'incontro al ministero dello Sviluppo Economico, e Nicola Del Vecchio auspica ancora che «sia presente ArcelorMittal». «Il Governo, insieme alla struttura commissariale ma soprattutto ad Arcelor Mittal, devono operare per rendere effettivi gli impegni sottoscritti e mettere in condizioni Sanac di ritornare alla normalità gestionale e operativa».
Conclude il sindacalista della Filctem Cgil di Massa-Carrara: «Questo balletto, soprattutto per quanto riguarda l’impianto di Taranto a cui noi ormai siamo legati a doppio filo, svela che la dicotomia reale non è tra lavoro e ambiente, ma tra profitto ad ogni costo da un lato e, dall’altro, salute e sicurezza dei lavoratori e delle popolazioni esposte». —
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